Sì al radar Usa, Crocetta si è già rimangiato la parola. Ecco il video in cui diceva “io non temo gli americani…”

È già finita la luna di miele tra Rosario Crocetta e gli elettori siciliani, che avevano preso per oro colato le promesse del governatore. L’improvviso via libera della Regione Sicilia al Muos di Niscemi (il radar militare Usa) ha scatenato ambientalisti, grillini e sinistra che avevano visto nel governatore siciliano il loro paladino. La Regione siciliana con una nota trasmessa ieri al ministero della Difesa ha infatti comunicato la decisione di annullare i provvedimenti con i quali aveva revocato le autorizzazioni già rilasciate in passato per la costruzione del Muos, il sistema satellitare Usa a Niscemi. Una nota che ha provocato reazioni furibonde: dalla notte scorsa l’aula consiliare del Municipio di Niscemi è stata occupata dagli attivisti No Muos dopo un consiglio comunale durante il quale è stato chiesto dai manifestanti ai consiglieri e alla giunta di dimettersi in blocco in segno di protesta nei confronti dei governi nazionale e regionale. La proposta non è stata accolta. In una nota, il movimento No Muos lancia un «appello ai territori, alle associazioni e a tutti i cittadini perché esprimano la loro opposizione nei confronti di una scelta che non condivide e contesta fermamente: la ripresa dei lavori per l’installazione del Muos all’interno della sughereta di Contrada Ulmo a Niscemi».

Anche per Legambiente il dietrofront di Crocetta rappresenta «un fatto gravissimo e inquietante» e per questo l’associazione ambientalistica annuncia che presenterà «ricorso contro le nuove autorizzazioni» e chiederà all’Unione europea «l’apertura di una procedura di infrazione». Secondo Legambiente «questa revoca è coerente con l’erronea impostazione del governo regionale che ha inspiegabilmente condizionato le proprie scelte, esclusivamente, alle conclusioni dell’Istituto superiore della sanità, decidendo, quindi, di ignorare le altre questioni, certamente rilevanti sul piano formale e che erano all’origine della stessa revoca».

http://www.youtube.com/watch?v=TI0UPfEQ2uk