Schiaffo all’Italia dal Fondo monetario: l’Imu deve restare. Il Pdl: siamo ancora un paese sovrano?

Ci pensa, si fa per dire, il Fondo monetario internazionale a sbrogliare la matassa italiana che avvolge l’Imu. La tassa sulla prima casa che occupa da settimane il dibattito politico e che rovina i sonni di Letta («non è facile trovare la copertura») deve restare. «L’Imu andrebbe mantenuta per ragioni di equità ed efficienza»: il “consiglio”, che ha il sapore di una sentenza inappellabile, è di Kenneth Kang, assistant director del dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale. Secondo Kang l’Italia dovrebbe «rivedere il sistema catastale per andare nella direzione di un sistema più equo e giusto. Per questo incoraggio il governo a tale riforma». Preso alla sprovvista l’esecutivo che, nella road map delineata al vertice di questa mattina, aveva posto come «primo obiettivo» proprio la soluzione del problema dell’Imu e del rincaro dell’Iva. «Terremo conto dell’opinione del Fmi. Ma l’obiettivo è trovare un consenso all’interno della coalizione», ha subito replicato il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, smentito poco dopo dal suo vice che parla di «richiesta sgradevole». Il titolare del Tesoro ha cercato di dissimulare lo schiaffo ricevuto ricordando che il Fondo monetario internazionale «riconosce comunque i punti di forza dell’economia italiana nell’aver realizzato progressi significativi nel consolidamento fiscale, nella gestione della riforma delle pensioni e in altri campi come la solidità del sistema bancario».

Questione di punti di vista perché, stando alle pagelle degli economisti di Washington, i compiti a casa per l’Italia non sono ancora finiti. Immediate le reazioni del mondo politico che non ha apprezzato la pesante ingerenza. La prima a sfoderare l’ascia di guerra è Daniela Santanchè che parla di «un attentato alla nostra sovranità nazionale» e avverte Saccomanni che, se dovesse dare seguito alle indicazioni del Fmi, «deve prepararsi  prepari a cercare un’altra maggioranza per il suo governo per dar seguito a questa sciagurata decisione». Spera nell’autonomia italiana e respinge  qualsiasi ipotesi di “commissariamento” di Palazzo Chigi Renato Brunetta, ricordando al ministro del Tesoro che la stella polare dell’esecutivo resta la maggioranza che lo sostiene e il suo programma. «Il fondo monetario ha la sua visione del mondo. Il governo italiano ascolterà quello che ha da dire ma va avanti. Un po’ di autonomia e capacità di decidere ce l’abbiamo». Più esplicito il collega Maurizio Gasparri che su twitter invita i signori dell’Fmi a farsi gli affari loro, su «Imu prima casa intollerabile interferenza». «Ci mancava il fondo monetario internazionale a dire al governo che l’Imu la dobbiamo pagare. Italia sovrana….», è l’ironia amara di Francesco Storace. Ma è proprio per ragioni di “equità”, come sostiene il Fondo monetario, che l’imposta sulla prima casa va eliminata, «troveremo il modo» è il ragionamento di Fabrizio Cicchitto.