Saccomanni: già disponibili oltre 15 miliardi per il pagamento dei debiti della P.A.

Buone notizie per le imprese: il ministro  Saccomanni ha annunciato che la cifra messa a disposizione dal ministero dell’Economia agli Enti locali per pagare i debiti della Pubblica Amministrazione ammonta ad oggi a 15,69 miliardi.Si tratta, ha precisato Saccomanni, di «6,2 miliardi di erogazioni finanziarie da parte dello Stato o della Cassa depositi e prestiti come anticipazioni e 9,4 miliardi di spazi di disponibilità finanziaria sul patto di stabilità interno o di rimborsi fiscali». L’annuncio del ministro dell’Economia stempera un po’ il clima pessimistico suscitato dalla notizia che il debito pubblico italiano ha raggiunto la quota record del 130,3 del Pil. È il chiaro risultato di politiche di solo rigore, non accompagnate da misure per la crescita.

Sull’argomento debiti  è intervenuto anche il Ragioniere generale dello Stato, Daniele Franco: «La nuova sfida è pagare in futuro più in fretta, normalmente, secondo la direttiva europea. Ed è una sfida ancora più complicata». Il ritardo dei pagamenti, ha spiegato, «rappresenta per le imprese un fattore di ostacolo alla competitività e un fattore che ha reso meno trasparenti i conti pubblici delle amministrazioni italiane».

La questione della velocizzazione dei pagamenti sta particolarmente a cuore alla Cgia di Mestre.  Così avverte il segretario  Giuseppe Bortolussi: «Attenzione,  ipotizzando che nel frattempo non si accumulino altri debiti,  se si procederà erogando solo 20 miliardi all’anno, l’ultimo creditore, secondo la nostra stima che dimensiona il debito accumulato dalla PA in 120 miliardi, riceverà quanto dovuto alla fine del 2018. Se, invece, ci si riferisce all’ipotesi redatta dalla Banca d’Italia che misura il debito della PA in 91 miliardi (a nostro avviso, abbondantemente sottostimato), l’ultimo fornitore verrà saldato entro il primo semestre del 2017». Plauso all’annuncio del ministero dell’Economia anche dal presidente dei deputati del Pdl Reanato Brunetta, che però si chiede: «Quanti sono i soldi effettivamente entrati nelle casse delle imprese? Di quali imprese stiamo parlando, visto che negli elenchi pubblicati dallo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze sono riportati quasi esclusivamente debiti verso le grandi società per servizi come il riscaldamento o la telefonia? Perché solo 4 dei 13 Ministeri con portafoglio hanno pubblicato gli elenchi nonostante la scadenza sia trascorsa da oltre due settimane?»