Rivolta contro Crozza dei dipendenti della Camera: «Non siamo privilegiati». E il M5S difende la casta della casta…

Alla fine hanno detto «basta». Non ce la fanno proprio più a essere additati al pubblico ludibrio come esponenti della tanto vituperata “casta”. Sono i dipendenti della Camera, presi a bersaglio da anni per battute, lazzi, allusione, in merito ai loro presunti troppo alti guadagni.«In ordine alle affermazioni contenute nella pagina facebook Maurizio Crozza fan page, la Camera dei deputati esprime la più ferma condanna per quella che ormai appare come una campagna di diffamazione e di aggressione nei confronti dei propri dipendenti», è il secco comunicato della Camera che annuncia azioni legali. Nella nota si legge ancora: «La diffamazione passa attraverso dichiarazioni e notizie false e offensive, come quella secondo la quale i dipendenti della Camera sarebbero “tutti parenti tra loro e consanguinei” con ciò facendo intendere chissà quali oscure pratiche di assunzione mentre tutto il personale ha superato un concorso pubblico pienamente trasparente e aperto alla partecipazione di tutti i cittadini. Sono inoltre sempre più frequenti affermazioni gravemente minacciose nei confronti dei dipendenti della Camera che dimostrano come tale fenomeno, basato su notizie di stampa a volte fuorvianti, abbia assunto caratteri non più accettabili in un contesto civile. La Camera dei deputati, pertanto, ha già provveduto ad attivare, presso le competenti autorità, tutte le iniziative necessarie a tutela dei propri lavoratori». L’esacerbata presa di posizione si riferisce al fatto che poche ore fa sulla “Maurizio Crozza fan page” su Facebook è stato linkato un post del profilo “Siamo la gente” che contiene una serie di accuse sui dipendenti della Camera: «La casta nella casta: i baristi guadagnano 110mila euro, i ragionieri 227mila, i consiglieri 400mila!!!», seguito da una valanga di commenti, molti pieni di insulti anche violenti. Nulla da dire sulla presa di posizione, ma è strano che la Camera non si sia accorta che è da qualche anno che imperversa la furia iconoclasta verso tutti quelli che in qualche modo hanno a che fare con l’odiato “palazzo”. L’ansia giustizialista ha assunto i connotati della barbarie, complicato per di più dalla crisi che istiga al rancore sociale verso chi guadagna uno stipendio. In fin dei conti è una moda, questa del “grillismo” esasperato che urla contro tutto e tutti. I dipendenti si tranquillizzino. passerà anche questa come sono passate le altre. Quanto a Crozza, siamo comprensivi: tiene famiglia anche lui. Quello che è buffo, è che i dipendenti trovano un difensore inaspettato proprio in un componente di quel movimento grillino che ha favorito questo clima di caccia alla casta: «La veemenza che anima la discussione in merito agli stipendi dei dipendenti Camera è veramente vergognosa: la strada deve essere quella che si sta seguendo nel Comitato degli Affari del Personale. Non posso che apprezzare il lavoro e la professionalità del personale della Camera, e deplorare qualsiasi attacco personale, ingiurioso e violento», ha infatti detto il vice presidente della Camera dei deputati, Luigi di Maio (M5S), in difesa della casta che lavora per la casta. Ma si sa, una volta entrati nel Palazzo si tende a essere sempre un po’ più favorevoli al compromesso, la storia lo insegna…