Per Letta il governo è una “mission possible”: «Le sentenze non mineranno la stabilità»

Alla fine il pressing di Renato Brunetta ha costretto il premier Letta a interrompere la melina e recuperare in calcio d’angolo. E in zona Cesarini, tra i doveri diplomatici della visita in Israele, e le iniziative annunciate sulla vicenda Datagate, per la risoluzione dei problemi interni rinvia tutto ai supplementari della cabina di regia. «Giovedì abbiamo un incontro, sono convinto che risolveremo con un atteggiamento costruttivo». Enrico Letta risponde così, da Gerusalemme dove è in visita istituzionale, a una domanda sulle fibrillazioni nel governo, alimentate dalle ultime scosse di assestamento con epicentro i banchi di Scelta Civica, da cui in queste ore è arrivato l’ultimatum di Monti: o un cambio di marcia o l’ex premier si chiamerà fuori. Aut aut a cui il presidente del Consiglio ha replicato: «Sono convinto che come è accaduto sempre in questi sessanta giorni, risolveremo i problemi che ci sono con atteggiamento costruttivo e attento alla concretezza dei problemi». Problemi intorno ai quali il premier annuncia di voler fare quadrato, tanto da dichiarare, nel corso di un’intervista rilasciata ad un tv israeliana che, «quella che sembrava una mission impossible, sta diventando sempre più una mission possible»«Sono ottimista – ha infatti aggiunto Letta – e sono molto soddisfatto dei risultati, sia sull’agenda domestica, sia su quella internazionale». E a supporto della soddisfazione  dichiarata, elenca i primi risultati di quello che ha definito «l’esecutivo della concretezza»: e cita dall’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, agli interventi di sostegno all’edilizia, fino allo sblocca-cantieri per le infrastrutture nel “Decreto Fare», alcuni dei risultati conseguiti. Ricordando gli interventi nazionali, «un miliardo e mezzo per la detassazione del lavoro dei giovani», e i risultati europei. Un ottimismo che lo induce a spingersi anche più lontano e a rispondere senza possibilità di equivoci o di interpretazioni “altre” a quella che voleva essere una domanda insidiosa sulle sentenze che hanno riguardato l’ex premier Silvio Berlusconi: «Non ho dubbi – ha detto Enrico Letta –  quelle sentenze non influenzeranno la stabilità del mio governo». Un governo, ha concluso il primo ministro, «il cui successo è legato alla concretezza; alla realizzazione di cose, senza polemiche. Fuori dalle polemiche, mirate a far fare passi in avanti al nostro Paese che era in difficoltà».