Per l’editoria è crisi nera. Il sottosegretario Legnini: «Serve una nuova mentalità negli interventi pubblici»

La persistenza della congiuntura economica avversa, da un lato, e la rapida trasformazione del mercato dei media, dall’altro, «stanno esponendo l’intero sistema editoriale italiano a una crisi profonda, con conseguenze che non potranno che essere sistemiche». È l’allarme lanciato da Giovanni Legnini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, che  ha presentato alla Commissione Affari Costituzionali del Senato le linee programmatiche del suo mandato. Gli unici dati di segno positivo «sono quelli del volume di vendita dell’editoria online». La flessione delle vendite di giornali e periodici  negli ultimi cinque anni ha raggiunto il 22% e si è accompagnata a una contrazione del fatturato delle imprese editoriali  pari al 14% tra il 2008 ed il 2011 , nonché  il crollo degli introiti pubblicitari su tutti i mezzi di informazione cartacea che ha raggiunto il 50%.

I soli dati di segno positivo – dice ancora Legnini –   sono quelli che segnalano la «crescita del volume di vendite dell’editoria online. Le copie digitali vendute via web superano ormai le 185mila unità al giorno». Anche i ricavi delle vendite di quotidiani online, sebbene ancora contenuti rispetto a quelli della carta stampata, aggiunge il sottosegretario,  sono in costante crescita, con un’incidenza che nei gruppi editoriali di maggiori dimensioni ha superato la soglia del 5,5% sul fatturato complessivo .

Per affrontare la crisi, il sottosegretario afferma che  le politiche del governo devono «far segnare un cambio di prospettiva, superando la logica puramente  resistenziale  e conservativa, imposta dai reiterati tagli di bilancio degli ultimi anni. Si impone oggi – spiega Legnini –  un intervento che garantisca al sistema dell’editoria una quota di risorse pubbliche stabile e certa, sebbene necessariamente ridimensionata rispetto al passato.

Sul tema della crisi dell’editoria è intervenuto anche il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri: «Bisogna tutelare il diritto d’autore contro la pirateria che vede protagonisti anche grandi motori di ricerca. Questi giganti devono pagare ciò che usano e devono anche finire di aggirare i meccanismi fiscali. Occorrono decisioni rapide che, come in altri paesi, comportino ingenti pagamenti da parte di questi potentat».

Commentando l’audizione del sottosegretario all’Editoria, Gasparri osserva che  «bisogna favorire la modernizzazione del mondo delle comunicazioni, ma garantire presenze fondamentali per il pluralismo e i territori. I giornali, le agenzie, altre realtà anche del mondo della distribuzione e della diffusione, vivono un momento drammatico. Il Parlamento deve esprimere un atto di indirizzo già nei prossimi giorni. Lo promuoveremo insieme agli altri gruppi».