Per il governo Letta sempre più nemici “in casa”

In questi giorni il partito di Repubblica, per voce del direttore Ezio Mauro, ha lanciato un monito al Pd affinché prenda atto che «l’identità conta più della governabilità». Un evidente invito a staccare la spina al governo Letta, meritevole di anatema per aver accettato di governare con il partito del nemico assoluto Berlusconi. L’idea che conservare una propria evidente riconoscibilità e antitesi rispetto all’altro da se è una caratteristica delle forze marginali o che abbiano un progetto di sovversione della società. Oggi per certi versi questa e’ la posizione dei grillini che sono entrati nel sistema con la promessa di distruggerlo. Al partito di Repubblica, che ha una matrice culturale assolutamente giacobina, l’idea del rivoltamento totale risulta più consona rispetto alla responsabilità di governare l’emergenza e (tentare) di traghettare il Paese oltre la crisi. Se questo comporta la coabitazione e la tregua col nemico da distruggere – insegna il giacobinismo leninista – meglio la crisi. Il problema dell’identità in politica si ripresenta solitamente dopo il fallimento di una esperienza di governo, non all’inizio. Al contrario, in un sistema democratico, l’identità viene accantonata nel momento in cui si arriva alla gestione del potere, perché le identità separano dalla maggioranza. Per governare invece si preferisce diluire la propria identità per ampliare la possibilità di incontrare il consenso. Per governare si passa dal Pci al Pds e poi ai Ds e al Pd. La giustificazione sta nella promessa, una volta al governo, di fare l’interesse della maggioranza dei cittadini e della nazione. Questa sarebbe la governabilità, che oggi Letta promette. Se ne valeva la pena, non tanto per il Pd ma per l’Italia. Si giudicherà dai risultati.