Pd nel marasma, Bersani non si arrende e convoca una riunione anti-Renzi con i big del partito

Non sono stati invitati o volutamente non ci sono andati. Di sicuro nessun renziano ha preso parte oggi alla riunione promossa dai bersaniani e aperta a tutte le aree del Pd con l’obiettivo di consolidare la maggioranza anti-renziana in vista del congresso. Una vicenda seria e grottesca, al contempo. Solo Giacomo Dal Rigo, esponente vicino al sindaco di Firenze, s’è infatti ritrovato in sala prima dell’inizio della riunione. «Non sapevo che ci fosse un’iniziativa, avevo lasciato la borsa dopo un’altra riunione ma ora me ne vado», si è affrettato a chiarire Dal Rigo lasciando la sala. All’iniziativa hanno partecipato quasi tutti i big del partito, da Pier Luigi Bersani a Guglielmo Epifani, da Massimo D’Alema a Dario Franceschini. Ma erano presenti anche il candidato alla guida del Pd Gianni Cuperlo, Stefano Fassina e i ministri Flavio Zanonato e Maria Chiara Carrozza. «Non nasce nessun correntone, questa è un’idiozia, non so chi l’abbia scritta. Renzi? Credo che giochi un po’ a fare la vittima. Secondo me sbaglia, dovrebbe essere qui», ha polemizzato Massimo D’Alema, a margine dell’iniziativa “Fare il Pd”, negando che oggi si compatti un fronte anti-Renzi e criticando l’assenza del sindaco di Firenze alla riunione.  «Fare Pd non è certo una riunione di tutti contro uno, e tantomeno di tutti contro Renzi», ha detto anche il leader dei Moderati, Giacomo Portas, deputato del Pd, che ha partecipato all’incontro.

Ma i renziani, a quanto pare, non l’hanno presa benissimo. «Parafrasando Pietro Nenni, si potrebbe dire “sala piena, urne vuote”. A chi, come Alfredo Reichlin evoca una scissione, rispondiamo che questo non è il modo migliore per iniziare un dibattito e soprattutto per parlare al Paese», dicono i senatori del Pd Stefano Collina ed Isabella De Monte commentando la riunione della componente bersaniana. «Dibattito e documento sono ancorati al passato, e si limitano a guardare solo dentro il partito – aggiungono i due parlamentari- il problema che ha il PD è invece quello di aprirsi e di intercettare le aspettative del Paese. La proposta di Matteo Renzi coinvolge tutto il partito ma è rivolta all’esterno, solo così possiamo tornare a vincere le elezioni», concludono i due senatori.