Pannella insiste: «Se prendo la tessera del Pd, corro per le primarie»

Marco Pannella non ha ancora deciso se prenderà la tessera del Pd, ma se lo farà «sarà per correre alle primarie come segretario». Lo ha detto lo stesso leader radicale in una conferenza stampa sui 12 referendum promossi dal Partito radicale. Pannella non ha risparmiato critiche al centrosinistra per come si sta impegnando nella raccolta delle firme: «Piero Fassino presiede l’Unione dei comuni, ma non se ne parla di mobilitare i comuni per consentire ai cittadini di firmare, se vogliono».

Sull’idea provocazione di Pannella di proporsi come successore di Guglielmo Epifani, in pochi nel Pd credono alla effettiva efficacia della candidatura. Per Ermete Realacci «Pannella andrebbe fatto senatore a vita e sarei favorevole a che questo passo venisse fatto anche dall’attuale Presidente della Repubblica, ma onestamente non la vedo una cosa utile la sua candidatura a segretario del Pd». Di certo, secondo Relacci, decidere che il segretario «è eletto solo dagli iscritti significa tornare indietro, ad un modello legittimo ma che non mi pare in grado di interpretare le domande di quel pezzo di Italia che è interessata alla politica». Pare rassegnato anche Arturo Parisi, intervistato da Radio Radicale. «Quando nel 2007 Marco Pannella e Beppe Grillo avanzarono la stessa richiesta personalmente espressi apprezzamento per questa iniziativa perché la mia idea di Pd vedeva nel Partito la struttura che organizzava tutto intero il campo democratico e quindi vedeva ogni proposta di candidatura come una dichiarazione di interesse a questo progetto. Purtroppo da allora abbiamo fatto troppa strada all’indietro passando da un’idea di partito che organizza il campo democratico tra i cittadini ad un’idea di una struttura chiusa e ripiegata su se stessa, di tipo tradizionale». Al momento, tra le candidature pressoché sicure quella del governatore siciliano Rosario Crocetta, che vuole rendere pane per focaccia agli avversari interni al partito, quella del sindaco di Firenze Matteo Renzi, mentre sono già state annunciate quella del dalemiano Gianni Cuperlo, di Pippo Civati, ex renziano che oggi guida l’opposizione interna al governo delle “larghe intese”, e di Gianni Pittella, presidente vicario del Parlamento europeo,