Non ci sarà il carcere per il reato di diffamazione (a mezzo stampa e sul web)

L’estensione delle norme sulla diffamazione ai siti internet a carattere editoriale e la pubblicazione di commenti alle rettifiche. Sono i due nodi principali su cui lavorano i relatori alla proposta di legge sulla diffamazione, Walter Verini (Pd) ed Enrico Costa (Pdl), insieme al governo. Il punto di caduta, secondo quanto si apprende, potrebbe essere quello di restringere il campo ai siti che rispondono agli adempimenti di legge sulla stampa. In ogni caso, assicurano fonti della maggioranza, non si vuol mettere nessun “bavaglio” al web, come accusano M5S e Sel. Anche considerato che resterebbero esclusi i blog. I relatori Enrico Costa (Pdl) e Walter Verini (Pd) hanno infatti respinto la proposta del deputato Pdl Chiarelli che chiedeva, nel caso di mancata rettifica sui siti informatici entro 48 ore dalla richiesta, la chiusura del sito e, in caso di mancato pagamento della multa, l’arresto fino a 5 anni dell’autore del reato. È stato Costa a sottolineare che l’ipotesi carcere è stata accantonata: ”La proposta di un parlamentare di intervenire sui siti internet con la sanzione della chiusura o della pena detentiva per chi non pubblica la rettifica ha ricevuto il parere contrario dei relatori e del governo. Pertanto, verrà respinta”. ”Al contrario – aggiunge – la legge di cui stiamo discutendo avrà una storica innovazione: non ci sarà più il carcere per il reato di diffamazione a mezzo stampa”.