Nella notte delle barricate alla Camera cade l’ultimo tabù: i grillini mandano a palla un pezzo di Patti Smith

Non era mai accaduto nella storia della Repubblica italiana: musica diffusa, a palla, nell’austera aula di Montecitorio. Come in una discoteca al mare, come in un’auto di ragazzini in corsa verso la il mare, come a un concerto rock nell’isola di Man. Il tabù lo hanno abbattuto i grillini nel corso della seconda e ultima notte “delle lunghe barricate” contro il decreto del Fare, poco prima della mezzanotte, quando i commessi barcollavano per il sonno e il presidente Boldrini presiedeva l’aula con l’occhio spento. In quella fase di lento scivolamento verso la perdita dei sensi, il deputato salernitano del M5S, Angelo Tofalo,

prendeva la parola sull’ennesimo ordine del giorno destinato a prolungare l’ostruzionismo e sul quale costruire un minimo di ragionamento sensato. Sul finire del suo intervento la Boldrini lo riprendeva: «Dovrebbe arrivare a concludere per favore, grazie». E Tofalo: «Dicevo, Presidente, che una cosa è certa: è solo una questione di tempo, il potere – e non quello che intendete voi – il potere democratico…». La Boldrini: «Voi chi?». Tofalo: «…il potere della libertà, i cittadini se lo riprenderanno, se lo riprenderanno manca poco». E il deputato grillino avvicinava al microfono il proprio tablet, dal quale uscivano le note di “The people have the power”, l’inno di una generazione di ribelli cantato da Patti Smith. E la musica amplificata dal microfono e dall’ovale delle pareti, risvegliava di soprassalto i pochi presenti. La Boldrini, però, non la prendeva male, anzi, era quasi complice della goliardata: «Che cosa sta succedendo ? C’era anche la colonna sonora ? Accidenti, gli effetti speciali su questa premonizione! Grazie! Andiamo avanti…». Una scena mandata in onda nel corso del programma Agorà Estate.

I lavori riprendevano, nella sonnolenza generale. Ma il duello proseguiva tra i banchi dei Cinque Stelle e quelli del Pd, dopo le “offese” rivolte al deputato grillino Dell’Osso, malato di sclerosi. «Signor Presidente, inizio scusandomi con i colleghi, perché sicuramente la mia esposizione non sarà all’altezza. Oggi pomeriggio sono stato male, ma volevo essere presente per essere partecipe del fantastico lavoro che è stato fatto dai miei collegi in I Commissione. Quindi, spero di essere almeno all’altezza. A titolo di cronaca, comunque, avviso i colleghi del PD che se dovessi perdere il filo, il foglio giusto ce l’ho…», era stata la stoccata notturna di Ferdinando Alberto, prima che la palpebra calasse ancora sulla resistenza grillina.

Il link della puntata di Agorà Estate

http://www.agora.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-516047cb-b608-41cf-bd55-1867a15f62e7.html#p=0