Nella faida del Pd spunta Cacciari: «Epifani è il segretario del nulla». Intanto il Pd litiga anche sugli insulti “interni”

«Con tutto l’affetto, è chiaro che Epifani non è segretario di nulla, visto che il Pd è un insieme di correnti ormai assolutamente prive di ogni direzione, anche se ha ragione ad aver dichiarato che ieri è stato superato il limite». Ci mancava solo Massimo Cacciari, filosofo ed ex sindaco di Venezia, a girare il coltello della piaga sulla sospensione di ieri delle attività parlamentari su proposta del Pdl, e sostenuta dalla maggioranza del Pd. «Il Paese sta andando a rotoli e di nuovo la nostra unica speranza è Napolitano – ha proseguito l’ex sindaco di Venezia – si faccia sentire: riprenda in mano le redini della questione inventi qualcosa così come fa da due anni a questa parte per permetterci se non altro di sopravvivere».

Oggi è arrivata l’autodifesa dei due capigruppo Speranza e Zanda, letteralmente ricoperti di ironie e critiche dalla base del partito e sulla rete. I due hanno scritto ai circoli e agli iscritti del partito per chiarire la linea di ieri perché “molte bugie e falsità si stanno diffondendo”. Il Pd ieri, chiariscono Speranza e Zanda, non si è piegato “alla volontà del Pdl”. «È una speculazione politica e una provocazione», sostengono ribadendo che il Pd resta “leale” al governo “ma non abbiamo paura e siamo pronti ad ogni evenienza. «Non consentiremo al Pdl di giocare con la vita del Paese».

Intanto è arrivata anche una lettera di alcuni deputati del Pd che chiedono provvedimenti contro chi, ieri, ha insultato i colleghi. «Crediamo che sia opportuna una valutazione da parte vostra sulla vicenda, per capire se non siano stati superati i confini minimi della correttezza e della decenza», chiedono i deputati del Partito democratico Michele Anzaldi, Matteo Biffoni, Luigi Bobba, Simona Bonafé, Ernesto Carbone, Filippo Crimì, Marco Donati, David Ermini, Luigi Famiglietti, Edoardo Fanucci, Federico Gelli, Ernesto Magorno, Laura Venittelli, in una lettera al segretario del Pd, Guglielmo Epifani, e al capogruppo alla Camera, Roberto Speranza. La Bindi sarà punita?