Nel Pd volano stracci (e carte bollate). I renziani minacciano di portare Epifani in tribunale

Continua il pressing dei renziani per scongiurare un rinvio del Congresso del Pd. Un sms anonimo che gira tra la base e i deputati vicini al sindaco di Firenze parla addirittura di “golpe” e della possibilità di adire le vie legali. «Lo Statuto obbliga a fare il congresso entro il 7 novembre, art. 5 commi 1 e 2. Rinviarlo senza una decisione formale di modifica statutaria è un golpe vero e proprio. E se noi andiamo in tribunale otteniamo che le primarie le convochi un giudice!» Ed ancora, nell’sms che gira in Parlamento, gli attacchi al segretario sono violenti: «Epifani sta rendendo carta straccia lo statuto del Pd! Qui non stiamo discutendo delle regole, opinabili. Qui stanno cercando di fare un golpe: lo statuto obbliga a fare il congresso entro il 7 novembre» si legge ancora nel messaggio, che poi ironizza: «Qualche Ghedini del Pd punta alla prescrizione del congresso…».

I renziani, però, sono scatenati anche contro il governo Letta. E colgono lo spunto dell’appello lanciato da Repubblica per l’abolizione del Porcellum. «A parole tutti vogliono cambiare in fretta il Porcellum, nei fatti nessuno, o quasi, ha la volontà di farlo per davvero. Basterebbe dichiarare di meno e fare di più. La via d’uscita da questo impasse può essere la procedura d’urgenza ai presidenti delle Camere richiesta da Roberto Giachetti», dicono i senatori del Pd Isabella De Monte, membro della commissione affari costituzionali di Palazzo Madama e Andrea Marcucci, presidente della Commissione cultura. «a via più facile per rispettare un impegno solenne che abbiamo preso con gli elettori-aggiungono i parlamentari- e con il capo dello Stato è ripristinare il Mattarellum. Le forze politiche possono farlo in breve tempo. Lo facciano senza ulteriori perdite di tempo», concludono i senatori. Che con una campagna sulla nuova legge elettorale provano a segare il ramo dell’albero sul quale è seduto il rivale Letta…