Nel Pd la burrasca continua. Civati accusa: se non voto per Alfano Franceschini mi caccia. La replica: è falso, ora deve scusarsi

Appena il segretario Epifani ha annunciato la linea unitaria del Pd faticosamente raggiunta a sostegno del governo Alfano, scoppia un’ulteriore grana interna. Sul suo blog Pippo Civati rivela: “Il ministro per i rapporti con il Parlamento Dario Franceschini ha detto che chi non voterà a favore di Alfano deve andarsene dal Pd. Sapevatelo. Se alla Camera si votasse, mi espellerebbero, dunque”. Ma Dario Franceschini smentisce seccamente: “Adesso sono stanco di falsità e discredito interessato. Alla riunione dei senatori, Civati non c’era e mi accusa di avere minacciato espulsioni. Cosa falsa che non ho detto né pensato. Mi aspetto rettifica e scuse immediate da Civati”.

Ma Civati ne ha anche per Napolitano intervenuto ad ammonire quanti avrebbero voglia di staccare la spina al governo. L’ accusa al capo dello Stato è di interferire troppo nella vita politica per sostenere il governo Letta: “Finalmente è arrivata la prima riforma del governo Letta: il presidenzialismo. Dobbiamo riconoscere di avere oltre ad un presidente del consiglio legittimamente votato dal Parlamento, un Presidente della Repubblica che interviene nelle scelte quotidiane e settimanali ormai di questo esecutivo”. Per poi concludere: “Siamo da oggi al commissariamento”. Anche qui non sono mancate le reazioni: per Renato Brunetta Civati “si agita come una falena impazzita”. Per Marco Meloni, deputato del Pd, Civati è solo in cerca di visibilità.