Monte dei Paschi, chiusa l’inchiesta. Indagata anche Jp Morgan, si aggrava la posizione dell’ex presidente Mussari

Novità sullo scandalo del Monte dei Paschi, sul quale molti organi di stampa hanno preferito mettere il silenziatore. Questa mattina la Procura di Siena ha chius0 l’indagine contestando all’ex vertice di Mps i reati di aggiotaggio, ostacolo agli organi di vigilanza, falso in prospetto per l’acquisizione della Banca Antonveneta, pagata nel 2007 almeno tre miliardi in più del suo valore effettivo. L’avviso di fine inchiesta è stato notificato dagli investigatori del Nucleo di Polizia Valutaria guidati dal generale Giuseppe Bottillo. Si tratta del passo indispensabile prima delle richieste di rinvio a giudizio. Nell’elenco degli indagati ci sono l’ex presidente Giuseppe Mussari, la cui posizione si è aggravata con l’accusa di insider trading: in sostanza, secondo i pm senesi, avrebbe soffiato all’ex sindaco di Siena, Maurizio Cenni, all’ex presidente della Provincia locale,  Fabio Ceccherini,  e al capo dell’investment banking di Jp Morgan, Enrico Bombieri, la notizia che la banca senese aveva concluso l’acquisto di Antonveneta. Tra gli altri indagati anche l’ex direttore generale Antonio Vigni e ancora Daniele Pirondini, Marco Morelli, Giovanni Raffaele Rizzi, Tommaso Di Tanno, Pietro Fabretti, Leonardo Pizzichi, Fabrizio Rossi. In base alla legge 231 sulla responsabilità dell’impresa, la notifica di fine indagine è stata consegnata anche a Banca Monte dei Paschi di Siena, nella persona del presidente  Alessandro Profumo. L’acquisto della banca veneta costò all’istituto senese, tra debito e capitale, circa 17 miliardi, un salasso che ha messo in ginocchio la più antica banca del mondo e che oggi ne mette a rischio la sopravvivenza come società autonoma. Ma la vera novità è l’allargamento dell’inchiesta a Jp Morgan, la società finanziaria con sede a New York leader nei servizi finanziari global: avrebbe, infatti, concesso all’istituto senese  il Fresh da un miliardo, un vero e proprio prestito dopo il quale ha ricevuto l’indemnity da Mps senza comunicarlo a Bankitalia.

Secondo i pm gli ex vertici di Mps Mussari, Vigni e Pirondini «con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso»,  nell’ambito del piano per reperire le risorse  necessarie all’acquisizione di Antonveneta, «partecipavano e contribuivano alla predisposizione della complessa operazione finanziaria denominata “Fresh 2008”, diffondendo al mercato notizie false idonee a determinare una sensibile alterazione del prezzo dell’azione Bmps ordinaria».