Marchionne dice sì all’incontro con la Fiom, ma avverte: “Senza regole quello in Val di Sangro è l’ultimo investimento”

Usa il bastone e la carota Sergio Marchionne: da un lato dice che il boicottaggio non può essere considerato un diritto e dall’altro apre all’incontro con la Fiom di Landini in vista del recupero di una pax sindacale compromessa. L’ad di Fiat parla da Atessa, in provincia di Chieti, dove si è recato oggi in visita allo stabilimento della Sevel: “Senza regole – avverte – quello di Sevel sarà l’ultimo investimento. Quello che non possiamo fare – ha spiegato Marchionne – è prenderci il rischio di un sistema che non garantisce norme certe. Questo non è più fare impresa, è giocare alla roulette russa. Non siamo disposti a mettere a rischio la sopravvivenza della nostra azienda. Prima di avviare qualunque altra iniziativa in Italia, abbiamo bisogno di potere contare sulla certezza di gestione e su un quadro normativo chiaro ed affidabile. Abbiamo bisogno di sapere che gli accordi vengono rispettati, che vengono riconosciute e tutelate la libertà di contrattazione e la libertà di fare impresa come avviene nei paesi di normale democrazia”. Poi il riferimento ad autorevoli istituzioni che avrebbero boicottato il “nostro impegno”: parole che sembrano dirette alla Corte costituzionale che di recente ha dato ragione alla Fiom sulla rappresentanza sindacale, riaprendogli le porte della Fiat anche se il sindacato non è firmatario di contratti a causa di un duro braccio di ferro con l’azienda.

L’investimento Fiat alla Sevel ammonta a oltre 700 milioni nell’arco di cinque anni, ha spiegato Marchionne, le cui parole minacciose sul futuro dell’azienda in Italia hanno indotto il sottosegretario Legnini  a promettere uno straordinario sforzo pubblico per sostenere con adeguate infrastrutture il polo industriale di Val di Sangro. “A Marchionne – conclude Legnini – ho espresso l’auspicio di un gesto inclusivo e di una nuova stagione di relazioni sindacali che non escluda nessuno. A tale proposito, ho apprezzato molto la disponibilità dell’amministratore delegato Fiat a incontrare la Fiom”. Marchionne aveva spiegato che l’incontro era stato chiesto dal segretario Fiom Maurizio Landini e nel dare la disponibilità al dialogo, il manager ha però ribadito che Fiat non intende rimettere in discussione accordi già presi dalla maggioranza.