La rabbia dei seguaci di Morsi: nuovi scontri a piazza Tahrir. Due morti

Riesplodono violenti gli scontri in Egitto. E riesplodono proprio nella piazza-simbolo della dimenticata Primavera egiziana, ossia a piazza Tahrir. Sono in corso scontri, morti e feriti al Cairo fra sostenitori e oppositori del deposto presidente egiziano Mohamed Morsi.Secondo le prime notizie, il gruppo dei sostenitori del presidente scomparso hanno assaltato il sit-in del fronte avverso, cosa che ha costretto l’esercito a schierare i blindati. Lo hanno reso noto fonti mediche. Secondo la tv di Stato i due opposti schieramenti si sono affrontati scagliando pietre e sparando colpi di arma da fuoco a pallettoni, mentre le forze della sicurezza lanciavano contro di loro gas lacrimogeni per cercare di disperderli nelle vicinanze di piazza Tahrir. Secondo le ultime notizie, sarebbero almeno due i morti negli scontri, vicino all’ambasciata Usa al Cairo. I Fratelli musulmani parlano invece di 4 morti. Gli animi sono particolarmente esacerbati, soprattutto tra i Fratelli musulmani e i loro alleati, da quando il presidente Morsi, che aveva legittimamente vinto le elezioni, è stato deposto dai militari e da allora è scomparso. Tanto che stamattina la famiglia ha annunciato il ricorso al Tribunale penale internazionale perché apra un inchiesta sul «rapimento» del padre da parte dei militari «golpisti». Lo ha detto uno dei cinque figli di Morsi, Osama, in una conferenza stampa. «Sono l’avvocato del presidente dal 2006 e non ho avuto modo di contrattarlo», ha detto Osama Morsi dicendosi convinto che nemmeno il procuratore generale sappia dove sia il deposto presidente egiziano. «Nessuno membro della nostra famiglia ha potuto avere contatti con lui dal pomeriggio del 3 luglio, giorno del golpe», ha aggiunto, sottolineando che «la famiglia del presidente non deve supplicare o mendicare la sua liberazione, ma deve essere liberato perché è detenuto in violazione di tutte le leggi», ha sottolineato.