La premier australiana “massacrata” dalle femministe perché sferruzza un canguro di lana da regalare al “royal baby”

Da quando è diventata la prima donna ad assumere la carica di premier in Australia Julia Gillard è stata periodicamente “massacrata” da parte di rivali politici, commentatori misogini e femministe. Non ne avrebbe fatta una una giusta secondo loro. Lavorare a maglia no, si arrabbiano le femministe, perché è un’attività da vecchie zie, un modello di retroguardia per tutte le donne. Indossare abiti troppo femminili non va bene lo stesso, come avvenuto tempo fa con la polemica scatenata da una giornalista del network pubblico Abc, che ha sbraitato contro «la disinvoltura del capo del governo australiano nel mettere troppo in mostra i propri seni durante le sedute parlamentari». Ora, a farla finire nuovamente sulla graticola è la pubblicazione sulla copertina del settimanale Women’s Weekly di una foro in cui la premier viene ritratta mentre fabbrica a maglia un regalo per il “royal baby” in arrivo di William e Kate. Nella foto la Gillard ha i ferri in mano, è circondata da gomitoli e siede tranquillamente in poltrona mentre prepara un pupazzetto, per la precisione un canguro di lana. Le femministe se la sono mangiata, accusandola di dare «un cattivo esempio alle giovani donne». E che c’è di male, risponde la Gillard: «Ogni tanto faccio cose a maglia per i bambini».

Durissimo il commento di Andrew Bolt su News Limited: «Gillard incoraggia le giovani donne in politica a intraprendere un hobby per vecchie zie pazze». Secondo la senatrice del National Party Fiona Nash la foto è «uno scivolone che mostra una mancanza di connessione con il popolo australiano». In realtà il popolo australiano segue da sempre con partecipazione le vicende reali inglesi, anche se con la morte della Regina Elisabetta II il Paese reciderà il legame con la Gran Bretagna e dovrebbe diventare una repubblica. Le accuse alla povera Julia sembrano ancora una volta strumentali, adombrando non tanto velatamente un duro scontro politico che si concretizzerà nelle elezioni di settembre. I difensori del premier sostengono che non ci sia nulla di male nel farsi vedere anche in versione casalinga. Fanno notare che anche il leader dell’opposizione, Tony Abbot, si fa spesso ritrarre mentre pratica i suoi hobby preferiti, come andare in bicicletta e fare surf. Come hanno fatto notare numerosi osservatori politici, l’attuale campagna elettorale australiana si sta rivelando la più scorretta della storia del Paese anglofono. Poco tempi fa il giornalista radiofonico Howard Sattler è stato licenziato dall’emittente di Perth per cui lavorava dopo aver condotto un’intervista alla Gillard nella quale ha chiesto al Primo ministro se «suo marito è gay visto che lavora come parrucchiere». Gli analisti sostenevano da tempo che a suon di colpi bassi e sessisti la Gillard avrebbe avuto poche chance di vittoria.