La “pazza” idea di Lupi: trasformare la Salerno-Reggio Calabria nel simbolo della rinascita

«Al mondo ci sono due tipi di pazzi: quelli che dicono di essere Napoleone e quelli che vogliono risanare le Ferrovie dello Stato». La celebre battuta di Giulio Andreotti potrebbe essere aggiornata inserendo la meritoria (quanto temeraria) proposta di Maurizio Lupi. «Dobbiamo far diventare la Salerno-Reggio Calabria il simbolo della ripartenza, non dell’inefficienza». Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti ha formulato l’auspicio nel suo intervento alla presentazione del Piano Anas sull’esodo estivo 2013. «Abbiamo costruito 322 chilometri di nuove autostrade – ha aggiunto – entro fine anno saranno attuate tutte le risorse che erano state investite, piu’ di 7 mld di euro. Se saranno solo 11 i chilometri a doppio senso vuol dire che parlano i fatti e non le intenzioni. Mancano ancora 3 miliardi di euro per il completamento dell’autostrada – ha sottolineato – nella Legge di Stabilità cercheremo di trovare le modalità migliori perché i lavori non si blocchino».

Martedì lo stesso ministro Lupi aveva insistito su questo punto, all’inaugurazione di cinque chilometri dell’autostrada A3 a Campotenese, sul Pollino. «Mentre si realizza l’alta velocità il trasporto regionale deve essere una priorità. L’Italia non si può permettere di avere situazioni che non siano degne del paese e per questo il governo Letta deve durare: abbiamo un sacco di cosa da fare».  Riguardo alla copertura finanziaria per il completamento dell’A3, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pure le idee chiare su dove reperire i tre miliardi di euro che, al momento, non ci sono. «Avendo Anas predisposto i progetti, ognuno con un’allocazione di risorse, chiediamo alla Regione, in accordo con gli Enti locali, di segnalarci all’interno di quei lotti delle priorità per annualità in modo che, sin da subito, un primo stanziamento nuovo, che sarebbe un segnale importante, possa essere immediatamente disponibile in termini di soldi da spendere». Per trasformare in un’autostrada finita nelle barzellette, in una arteria che faccia ripartire il Mezzogiorno d’Italia.