La lunga estate dannunziana di Albertazzi: prima il premio “Il Vittoriale” poi un recital sul Vate

Una lunga estate dannunziana e il Premio “Il Vittoriale” al più “dannunziano” dei nostri mostri sacri del palcoscenico. Il prestigioso riconoscimento è infatti nelle mani di Giorgio Albertazzi che lo ritirerà a Pescara nel fine settimana in occasione del D’Annunzio Festival, una delle tante iniziative che hanno costellato il 150esimo anniversario della nascita del Vate. Il 2013 è stato un anno ricchissimo di iniziative nazionali e internazionali: mostre, spettacoli teatrali, moltissime novità editoriali. Un clima di euforia dannunziana e di festa che si è irradiato spontaneamente in tante città italiane, ma che ha avuto origine dai due luoghi che sono stati i punti nevralgici della vita – della “sua”vita inimitabile – Pescara, la città natale, e il Vittoriale, a Gardone Riviera. Proprio in questo luogo di memoria e di bellezza, che grazie alla effervescente presidenza di Giordano Brun Guerri ha fatto il record di presenze ( e di incassi), nel 2011 è nato questo premio rivoluzionario, senza statuto o regolamenti, il Premio Il Vittoriale. Non poteva trovarsi in mani migliori. «Confermando il multiforme ingegno toscano, Albertazzi non ha esitato nel cimentarsi in tutte le forme dell’arte teatrale e cinematografica, cercando sempre nuovi modi per sfogare la sua creatività. Uomo di fascino e d’intelletto, non soltanto un grandissimo interpreta dannunziano, ma anche un uomo capace di tenere la mente in continuo fermento, capace di segnare il tempo e le persone». Una sintesi impeccabile quella di Guerri. In  questa occasione al teatro Aurum di Pescara, l’attore mette in scena una piéce dal titolo Io ho quel che ho donato, ideato e interpretato dallo stesso Albertazzi per far rivivere alcuni dei passi più celebri delle opere del Vate. Ma non finisce qui la lunga estate dannunziana e il 2 agosto prossimo Albertazzi  calcherà altre scene, questa volta quelle del Teatro Romano di Volterra per un recital interamente dedicato  al poeta di Alcyone. Uno spettacolo che ripercorre la figura del Vate-eroe, tra pubblico e privato, tra poesia e teatro, senza dimenticare l’Impresa di Fiume, la cui costituzione rappresenta a oggi l’esempio più avanzato di democrazia mai concepito.