La guerra tra bande nei Democratici mette a rischio l’esecutivo (e l’Italia)

Guglielmo Epifani, attuale reggente del Partito Democratico, ha finalmente “sputato il rospo” e intervistato ieri da “Repubblica tv” si è lasciato scappare che il premier Enrico Letta potrebbe candidarsi alle primarie contro il sindaco di Firenze Matteo Renzi.

È questa la vera novità che sta emergendo a Largo del Nazareno, finora sottaciuta, ma ormai pronta a venir fuori a causa dell’incalzare renziano divenuto insopportabile per l’ala governativa dei democratici.

L’abbraccio con Berlusconi nel governo di larghe intese è stato un boccone amaro da buttare giù per la sinistra e uno degli obiettivi della nomenclatura democratica era quello di prendere tempo per affannare Renzi. Il sindaco di Firenze avendo ben chiaro che ogni giorni di vita che guadagna l’esecutivo è una speranza in meno di arrivare un giorno a Palazzo Chigi ha deciso di vestire i panni del picconatore. Oggi ha certamente toccato l’apice della sua strategia e mentre il presidente del Consiglio era impegnato a Londra con David Cameron a parlare dei guai europei ha deciso di alzare la posta e di chiedere attraverso i suoi parlamentari che il partito si schieri per votare la sfiducia al ministro degli Interni Angelino Alfano, alleandosi con Sel e Cinque Stelle contro il segretario del Pdl.

È evidente che ormai si è passato il Rubicone e se i seguaci del sindaco di Firenze decidessero di votare la mozione di sfiducia si aprirebbe una crisi interna al Pd che potrebbe portare alla caduta del governo. L’estremismo renziano inoltre sta facendo impazzire la maionese a tal punto che anche Gianni Cuperlo, candidato dalemiano alla segreteria del Pd, ha chiesto un passo indietro del titolare del Viminale, affermando, seppur con garbo, che “potrebbe essere un atto di grande sensibilità istituzionale e politica e di grande responsabilità se, a fronte degli eventi di questi giorni, il ministro Alfano rimettesse le sue deleghe e il suo mandato nelle mani del Presidente del Consiglio”.

Siamo quindi ad una guerra tra bande interna al Pd, con il governo sempre più a rischio. Ed è proprio in questo contesto che sta maturando l’idea, anticipata da Epifani, di contrapporre lo stesso Letta a Renzi nelle primarie per la premiership. Quel che Epifani non ha detto è che per fare le primarie tra i due deve prima cadere il governo e che va fatto prima del congresso, cioè aprendo presto la crisi per votare in autunno. A dar avvio a questo processo potrebbe essere un Letta spazientito e ormai convinto che tra Renzi, il guaio kazako, i processi di Berlusconi e la penuria di risorse restare a Palazzo Chigi senza legittimazione popolare significa farsi rosolare a fuoco lento.