La Camusso contestata da un gruppo di lavoratrici: «Noi, divorate dal precariato. E la Cgil non ci difende»

Susanna Camusso da contestatrice a contestata. È accaduto  alla Camera del Lavoro di Milano, dove la leader della Cgil  era andata per partecipare e a un convegno. Nel corso della manifestazione,  si è avvicinato al palco un gruppo di donne che esibivano striscioni per protestare contro la legge sul pensionamento delle donne lavoratrici e contro le condizioni «troppo penalizzanti» che essa avrebbe  determinato. La Camusso ha cercato di intavolare con  una discussione. ma ogni tentativo volto a rabbonire  le contestatrici non è valso a nulla. Le donne hanno accusato la Cgil di essersi  battuta solo per risolvere il problema degli esodati e di aver trascurato altre questioni come quella dei ricongiungimenti onerosi.  Una contestatrice  ha lamentato il fatto di essere stata «buttata fuori» negli anni Novanta dal mondo del lavoro garantito  e di essere stata «divorata dal precariato». La segretaria della Cgil si è difesa affermando di non «aver mai firmato nulla». È una risposta un po’ pilatesca  che non ha certo placato l’ira delle contestatrici.

Il fatto è che non ha molti argomenti una Ggil che,  a parte naturalmente la sacrosanta battaglia in difesa degli interessi degli esodati, tende normalmente a privilegiare le iniziative a sostegno  delle categorie politicamente  più forti e sindacalmente meglio organizzate, lasciando spesso indietro i precari  e i soggetti più deboli, che hanno il solo torto di non avere importanti sponde politiche in appoggio alle loro rivendicazioni. Nulla da stupirsi dunque se anche la Camusso viene contestata. Ma, quello che desta maggiore amarezza e preoccupazione, è la guerra tra poveri a cui tale squilibrio può condurre. E conduce.