La batosta elettorale non è bastata: Scelta civica diventa sempre più “cinica”, anche su Imu e Fmi

Prima si erano sistemati alla corte reale della Merkel e pendevano dalle sue labbra, anche a costo di stringere gli italiani in una morsa di tasse e sacrifici. Ora abbracciano il Fondo monetario, come se fosse il Vangelo. I montiani hanno sempre bisogno di qualcuno a cui aggrapparsi e da cui farsi in qualche modo “benedire” perché – da cattedratici – non accettano lezioni da nessuno e non ammettono mai di aver sbagliato. La faccenda dell’Imu gli sta togliendo il sonno, considerano l’abolizione dell’imposta sulla prima casa come uno schiaffo in pieno viso al capo, che ne aveva fatto il fiore all’occhiello della sua azione di governo. Di conseguenza, l’uscita inelegante del Fondo monetario sull’Imu gli ha rasserenato le giornate, ora hanno una speranza in più che la tassa resti, o almeno s’illudono che ciò accada. Non importa se lo stesso Enrico Letta abbia specificato che bisogna superare l’attuale regime dell’imposta, ancora meno importa se Alfano abbia detto che non sarà accettato il consiglio del Fmi. E chissenefrega, sussurrano i montiani, se persino l’alleato Casini abbia avvertito che «il Fondo monetario va ascoltato ma la politica italiana non può privarsi del diritto di decidere». Non vogliono saperne. Gli esponenti centristi si rifiutano di ascoltare anche l’urlo che arriva non solo dalle famiglie ma da tutti i settori produttivi, a cominciare da Confindustria («l’Imu è uno dei tanti balzelli che dev’essere eliminato», ha detto Squinzi). «Lascia veramente di stucco – ha dichiarato Gianfranco Librandi, deputato di Scelta civica – l’attacco che molti esponenti del Pdl hanno portato avanti contro l’indicazione dell’Fmi di non abolire totalmente l’Imu». Sì, perché lui considera «affidabili i consigli del Fondo monetario». Più che una questione di principio, però, per i montiani è diventata una questione di orgoglio e di supponenza, la stessa supponenza che avevano quando occupavano le stanze di Palazzo Chigi con l’aria da professoroni, “guai a chi ci contesta”. In nome di quell’orgoglio, Scelta civica sta diventando sempre più cinica. Come avevano previsto i navigatori del web.