Kyenge, per Calderoli richiesta bipartisan di dimissioni. E un assessore leghista difende… l’orango

Con tutti i problemi che l’Italia si trova a fronteggiare sul fronte dell’economia, ci mancavano solo i casi “kazaco” e “leghista” a monopolizzare l’attenzione della pubblica opinione e della politica, che si distingue ancora una volta per l’approccio poco ortodosso alle questioni sul tavolo. Nel fine settimana la frase pronunciata dal vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, che ha equiparato il ministro Kyenge a un orango, ha tenuto banco su giornali e televisioni nonostante i tentativi di retromarcia e la richiesta di scuse dell’esponente del Carroccio. Oggi, poi, la Lega ha rincarato la dose, attaccando anche il Capo dello Stato, che aveva stigmatizzato il clima “barbarico” che si respira nella politica italiana. «Napolitano si indigna per una battuta di Calderoli. Ma Napolitano si indignò quando la Fornero, col voto di Pd e Pdl, rovinò milioni di pensionati e lavoratori?”», ha scritto Matteo Salvini su Facebook. «Io mi indigno con chi si indigna. Napolitano, taci che è meglio!», ha aggiunto il leghista. Nuova caduta di stile, nuova polemica.

Ma intanto su Calderoli la censura è bipartisan. Sia il Pd che l’esponente del Pdl Mara Carfagna ne chiedono le dimissioni dalla sua carica istituzionale. «Adesso basta. Non si può lasciare spazio al razzismo, all’insulto, all’istigazione dei peggiori istinti. Non si tratta di chiedere scusa o di smentire battute. Non si può tergiversare o minimizzare», si legge in una nota dei Democratici. «Quando si dice: di male in peggio Dopo gli insulti di Calderoli a Kyenge, ecco la villania di Salvini a Napolitano. La Lega si dia una calmata», scrive l’ ex presidente della Lombardia, Roberto Formigoni (Pdl) presidente della commissione Agricoltura del Senato. E la Carfagna si spinge fino a chiederne le dimissioni. «Sarebbe auspicabile che Calderoli si dimettesse. Sarebbe un bel gesto e dimostrerebbe un serio pentimento, perché rivolgere solo le proprie scuse rischia di apparire un atteggiamento di rito formale e non sostanziale».

Le offese alla ministra congolese hanno peraltro eccitato gli animi anche in altre roccaforti storiche della Lega, come in Veneto, dove l’assessore regionale Daniele Stival ha postato sul suo profilo Facebook una foto di “L’antipolitica” in cui c’è l’immagine del ministro all’integrazione Cecile Kyenge e una frase dove ci si dice sdegnati per le parole di Roberto Calderoli indicando però come vittima l’orango, “una creatura di Dio che non si può paragonare ad un ministro congolese».