Imu, settimana decisiva: si lavora su franchigie ed esenzioni. Il Pdl non molla e rilancia sul fronte lavoro

Sarà una settimana decisiva, la prossima, per una decisione sul fronte dell’Imu, una delle priorità che il Pdl pone come condizione per la prosecuzione dell’impegno politico nel governo delle larghe intese. L’appuntamento a cui i tecnici del ministero dell’Economia guardano è quello del vertice del 18 luglio, in cui ci sarà un primo confronto nella maggioranza sulle soluzioni tecniche da adottare su Imu e Iva, ma anche sul fronte del lavoro. “Il ventaglio di ipotesi resta ampio”, tornano a ribadire ambienti di governo; simulazioni e conti che verranno messi a confronto con le proposte che porteranno i partiti di maggioranza.

L’Imu sulla prima casa resta il nodo centrale. Numero di figli, reddito, parametri Isee, valore catastale della casa, presenza di un mutuo su una quota consistente della casa, fino all’80%: sono alcuni dei parametri sui quali i tecnici lavorano per valutare come alleggerire l’imposta. Resta in primo piano la soluzione più trasversale, quella di innalzare la franchigia da 200 a 600 euro. Ma tra le ipotesi spunta anche quella di superare la franchigia fissa e introdurre un meccanismo che dia nuovamente autonomia ai Comuni in termini di franchigia, esenzioni della tassa e “assimilazioni” degli immobili alla prima casa. Sia dai partiti che dal governo si evidenzia che quello del 18 è solo un primo “check” sul piano più generale dello sviluppo. Difficilmente la soluzione a tutte le questioni aperte uscirà dalla giornata di giovedì. Il Pdl resta fermo sulla richiesta di abolizione totale. «Rimaniamo fermi sul fatto che l’Imu sulla prima casa sia abolita per tutti, a parte gli immobili che sono considerati beni di lusso», dice Maurizio Bernardo del Pdl. La cancellazione costa 4 miliardi di euro ed è stato chiesto ai tecnici del Tesoro di vagliare negli 800 miliardi di spesa pubblica spazi di risparmi. Come anche si dovrebbe fare un punto sui proventi della lotta all’evasione. Sul più lungo termine invece si guarda alla riforma fiscale e allo sfoltimento delle agevolazioni, riprendendo in mano anche il lavoro fatto dal precedente governo soprattutto sul fronte dei bonus per le imprese. Per il Pd Marco Causi “l’Imu sulla prima casa è un’imposta molto concentrata perché il 70% del gettito arriva dal 30% delle unità immobiliari di maggior valore catastale. Si potrebbe esentare il 60-70% dei proprietari di casa con una perdita di gettito moderata. Il nuovo Isee potrebbe essere uno strumento utile per centrare questo obiettivo”. Anche Iva e lavoro sono tra i temi in agenda il 18. La questione in questo caso è tutta legata alle coperture. L’obiettivo è quello di superare il previsto aumento degli acconti Irpef e Ires. E ancora una volta si guarda alla spesa.