Il ritorno di Sarkozy dopo un anno di silenzio: “Contate su di me”

Nicolas Sarkozy è tornato, ha fatto un discorso politico e di riconquista del potere davanti ai suoi fedelissimi, pur continuando a negare di essere di nuovo sceso in campo: “Se dovessi tornare – ha detto al termine del suo attesissimo discorso – vi avvertirò prima”. Eppure, l’ex presidente si è ripreso interamente la scena con un discorso che più politico non poteva essere: “Siamo l’unico paese che ha paura del progresso – ha gridato dal palco fra gli applausi – la soluzione è l’Europa. Se l’euro esplode, saranno l’Europa e la pace ad esplodere”. Per Sarkozy l’intervento “di sostegno all’Ump” era stato preceduto da un arrivo alla riunione straordinaria e allargata dell’ufficio politico del partito che ha ricordato i bei tempi, tanti cori “Nicolas, Nicolas” della gente che lo attendeva in strada. Parecchi i giovani con cartelli che inneggiavano all’ex capo dell’Eliseo, che ha deciso di tornare a parlare ai suoi dopo non averlo più fatto dal 2007 (data delle sua elezione a presidente) dopo la grave bocciatura dei conti della sua campagna elettorale 2012. Un buco di 11 milioni che rende ancora più pesante il già vistoso passivo dell’Ump con le banche, in particolare con la Societé Generale.

In mattinata, fonti interne hanno fatto il punto sulla “colletta” lanciata quattro giorni fa dal presidente Ump Jean-Francois Copé: sono stati raggiunti 2,5 milioni grazie alle sottoscrizioni e il ritmo è promettente (Sarkozy ha versato di tasca sua il massimo consentito, 7.500 euro). Combattivo e tirato a lucido, Sarkozy ha ripreso la parola dopo oltre un anno di silenzio: “Chi ha avuto l’onore di rappresentare la Francia per 5 anni – ha detto – ha il dovere di assumersi le sue responsabilità. E io la mia responsabilità ce l’ho, totale e intera”. Ha insistito nel negare che si tratti di un ritorno, ed anzi ha colto l’occasione per fustigare coloro che – l’ex premier Francois Fillon, ma anche gli ex ministri Xavier Bertrand e Bruno Le Maire – già si sono “candidati alla candidatura” per le presidenziali 2017: “Ritengo indecente – ha tuonato – di parlare delle presidenziali fra quattro anni mentre i francesi soffrono”. Annuiva, al suo fianco, Jean-Francois Copé, rivale di Fillon nel partito e al momento primo degli allineati con l’ex presidente.

Per il capogruppo socialista, Francois Rebsamen, Sarkozy non è stato “capace di controllare i tempi” e di mantenere la promessa di rimanere a distanza dalla politica. Il discorso era, ufficialmente, “a porte chiuse”, ma è sembrato più che altro uno stratagemma per garantire a ogni parola di Sarkozy – twittata in tempo reale e all’unisono da decine di presenti – la massima eco: “Potrete contare su di me ogni volta ce ne sarà bisogno – ha concluso – il 6 maggio dissi che sarei rimasto tra voi. Siate fieri di quello che state facendo. Siate fieri di ciò che siamo. E se dovessi tornare…vi avvertirò!”.