Il Papa svela il “mistero” sulla sua borsa: «Un libro sulla patrona dei missionari, un breviario e un rasoio»

È sceso dalla scaletta dell’aereo proveniente dal Brasile come nel viaggio di andata: con la borsa di cuoio nera nella mano destra, la valigia sulla quale si erano scatenate le ipotesi più bizzarre. Conterrà il rapporto sullo Ior? Qualche dossier scottante che il Pontefice preferisce non consegnare a nessuno? Ai giornalisti che hanno viaggiato con lui sul volo Alitalia, Jorge Bergoglio ha risposto sul filo dell’ironia: «Non c’era la chiave della bomba atomica. L’ho portata perché lo faccio sempre  faccio così L’ho sempre portata è normale, dobbiamo essere normali è un po’ strano quello che mi chiede: è normale, dobbiamo abituarci alla normalità della vita». Una normalità che Papa Francesco ha voluto mantenere anche nella sua prima trasferta internazionale. «Questo aereo – ha detto in risposta a un’altra domanda – non ha allestimenti speciali, c’è una bella poltrona, ma comune, una poltrona comune, ho fatto una chiamata telefonica per dire che non volevo allestimenti speciali».

I giornalisti insistono per sapere il contenuto: cosa c’è dentro? «Il rasoio, il breviario, l’agenda, un libro da leggere, su santa Teresina». Il rasoio, come a ribadire la piena autosufficienza di un papa (e di una persona) normale. Fino al 1978, prima dell’elezione di Karol Wojtyla, ogni mattina un barbiere si recava negli appartamenti papali per fare la barba al pontefice. In Vaticano la quotidianità di quel papa polacco, che addirittura si faceva la barba da solo con i rasoi usa e getta, aveva un non so che di rivoluzionario. Che Bergoglio dica di portarsi appresso il rasoio, come il più ordinario dei viaggiatori, è un segnale non solo all’esterno ma soprattutto all’interno della Curia. Pare dica anche ai “colleghi” cardinali: “Siamo persone normali, non dobbiamo avere privilegi”.

Sembra invece un segnale verso l’esterno la scelta del libro dedicato a Santa Teresina (da non confondersi con santa Teresa d’Avila). Non una santa qualsiasi, santa Teresa del Gesù Bambino per la quale Papa Francesco nutre una devozione particolare. La Santa patrona dei missionari, morta giovanissima, in un convento francese. La suorina francese che sognava di andare in Indocina in missione, ma che riuscì a malapena a uscire dal  convento di Lisieux, assistendo i missionari nel mondo “solo” con le sue preghiere. Come a ribadire: anche l’opera missionaria più bella (anche un viaggio in Brasile seguito da mezzo mondo) non ha senso senza il supporto della preghiera.