Il Duce come un eroe shakespeariano: Pingitore racconta Mussolini a Campo Imperatore

«Il male che gli uomini compiono si prolunga oltre la loro vita, mentre il bene viene spesso sepolto insieme alle loro ossa». Benito Mussolini che si racconta e si difende in chiave shakesperiana è il protagonista di Operazione Quercia, spettacolo scritto e diretto da Pier Francesco Pingitore in programma fino al 14 luglio a Campo Imperatore (L’Aquila). A fare da palcoscenico il salone dello stesso albergo dove il Duce fu tenuto prigioniero, in una ricostruzione storica rigorosa quanto appassionante. Col ritmo di un thriller, vengono narrati i giorni dal 2 al 12 settembre del 1943, quando avvenne la liberazione da parte dei tedeschi. Giorni che segnano l’inizio della Repubblica sociale italiana e della guerra civile tra gli italiani.

Dietro le angosce e i dubbi dell’uomo Mussolini si muovono gli altri interpreti, come in un coro greco. Sono gli italiani di settant’anni fa nelle loro sfaccettature. Dal funzionario di polizia, solerte antifascista della prima ora, «che sulla giacca ha ancora il buco della spilletta del fascio»; al carabiniere, senza gradi addosso, quasi a simboleggiare tutti i militari italiani, il quale non sa più a chi credere e in che cosa credere. L’Italia della gente semplice, come la procace cameriera che rassetta la stanza del Duce, che gli chiede notizie del fidanzato al fronte. All’esuberante pastore abruzzese: «Dal balcone di piazza Venezia avete detto “guerra” e abbiamo fatto la guerra. Potreste affacciarvi e dire: pace?». In rappresentanza di quella sterminata massa di italiani che per vent’anni ha creduto nel fascismo e nel suo massimo rappresentante.

Pingitore, accantonati momentaneamente gli show ricchi di pailettes e di risate, è tornato a raccontare un’altra pagina cruciale del Ventennio dopo il successo di Quel 25 luglio a Villa Torlonia. Un testo che ambientava proprio nella storica dimora del Duce il dramma umano di Mussolini dopo il voto del Gran Consiglio. Straordinario protagonista, anche in questo lavoro teatrale, Luca Biagini, attore e doppiatore (sua la voce cinematografica di attori come William Hurt, John Malkovic e Bruce Willis) dall’impressionante somiglianza fisica con Mussolini. Convincenti anche gli altri interpreti: Mauro Mandolini, Marco Simeoli, Federico Perrotta, Barbara Lo Gaglio, Valentina Olla e Morgana Giovannetti. E la coppia di ballerini Leonardo Bizzarri e Raffaella Saturni.

L’autore ha spiegato di avere scritto il copione con lo spirito dello storico dilettante, badando più alla ricostruzione emotiva che alla piena adesione ai fatti. Secondo gli storici, quando i paracadutisti mandati da Hitler atterrano a Campo Imperatore e Mussolini si accorge che si tratta di tedeschi e non di fascisti, avrebbe detto: «Questa non ci voleva». Pingitore lo fa invece congedare  con la frase che rende ancora più emblematico l’epilogo di quelle ore drammatiche: «Il Duce non c’è più, ma il signor Mussolini deve andare fino in fondo». Da perfetto eroe shakespeariano .

Dal 4 luglio al 14 luglio ore 21 Hotel Campo Imperatore http://www.hotelcampoimperatore.it/