Ignazio Marino sulla spiaggia di Ostia come Aldo Fabrizi? Ma ci faccia il piacere…

«Ma te ne voi annà? Te ne voi annà davanti all’occhi mia? Te ne voi annà?». Ignazio Marino ha scambiato il Campidoglio per Carosello o per un set cinematografico: ogni giorno si rende protagonista di un siparietto a metà tra il comico e il pubblicitario e come pubblico sceglie sempre qualche cronista “amico” che lo segue ovunque e lo applaude. Stavolta il sindaco si è concesso una corsa sul trenino della Roma-Lido, noto soprattutto alle cronache per i disagi e le lamentele dei passeggeri pendolari. Voleva dare l’idea che lui – a differenza degli altri – verifica tutto con i propri occhi (ci sarebbe però da domandargli perché sia salito su quel trenino solo dopo essere stato eletto sindaco e non vi abbia mai messo piede per interi decenni). Com’è arrivato alla stazione di Piramide? Con la bicicletta, naturalmente, anche se a nessuno è concesso sapere se abbia fatto il ciclista direttamente da casa sua o se invece sia salito sulla due ruote solo qualche centinaio di metri prima di mostrarsi in pubblico. I bookmakers scommettono sulla seconda ipotesi, ma rischiano di essere tacciati per maligni. Non è finita qui. Per continuare lo spot pubblicitario ha scherzato con alcuni ragazzi: «In realtà vado al mare anche io – ha detto – Nello zaino ho il costume, l’infradito e la crema solare protezione 40…». Il tentativo è quello di sembrare un “romano de Roma”, a seconda delle esigenze un po’ borgataro e un po’ pariolino. Nelle vesti dei protagonisti dei film anni Cinquanta, però, non ci sta tanto bene, anzi sembra a disagio. Difficile infatti immaginarlo come Aldo Fabrizi e Ave Ninchi che si preparavano alla giornata al mare a Ostia portando l’ombrellone a righe e la “cofana” con la pasta al forno. Per imitare Aldo Fabrizi bisogna essere un grande attore e Ignazio Marino è solo un debuttante allo sbaraglio. Aldo Fabrizi, poi, non aveva bisogno di portarsi dietro “amici giornalisti”, come invece fa Marino per avere articoli “buonisti” sui quotidiani. Nei resoconti online, infatti, si legge che la gente era entusiasta di vedere il sindaco sulla Roma-Lido, faceva fotografie e chiedeva autografi. Più credibile è invece che qualcuno gli abbia ricordato che fare il sindaco è una cosa seria e che queste pagliacciate è meglio lasciarle stare. E magari, tanto per ricordare il film di Fabrizi, gli ha gridato il famoso «Ma te ne voi annà? Te ne voi annà davanti all’occhi mia? Te ne voi annà?».