I No-Tav si sentono i nuovi “partigiani”: resistenza contro le truppe d’occupazione

Prima le molotov, poi le facce da angioletti, poi di nuovo le minacce: «Creare le condizioni perché la Valle di Susa torni a essere ingovernabile» è il nuovo obiettivo dei No-Tav, come si legge nei siti web di area anarchica. «I sabotaggi sono il segno tangibile di una tensione forte a non arrendersi ai giochi della politica istituzionale, ma se restano patrimonio di pochi, cui i più delegano la lotta, possono rappresentare il canto del cigno del movimento. Sinora i governi e la polizia hanno sbagliato poche mosse, facilitati da un terreno che li favorisce. Ma se la lotta saprà allargarsi, in autunno all’arrivo della talpa che dovrà fare il lavoro vero e proprio a Chiomonte, le truppe di occupazione potrebbero scoprire che in ogni strada da loro scelta c’è un gruppo di partigiani No -Tav in attesa». Una vera e propria dichiarazione di guerra, con riferimenti alla resistenza e ai partigiani. «Ormai è evidente a tutti – ha detto Osvaldo Napoli, esponente del Pdl – che siamo di fronte a proclami sovversivi ai quali uno Stato democratico risponde nell’unico modo possibile, cioè attraverso le forze dell’ordine per impedire che le popolazioni della Valle Susa siano danneggiate. Ogni reazione dello Stato che accenni a una qualche debolezza o timidezza nei confronti di una violenza anarchica sarà una sconfitta per lo Stato e la democrazia. Attenzione, dunque, a evitare che la Valle Susa si trasformi nella miccia corta di un autunno caldo». Chiediamo – ha detto a sua volta Augusta Montarula, esponente di Fratelli d’Italia – «lo smantellamento immediato, da parte dell’Esercito, di ogni presidio No-Tav presente in tutta la vallata. I continui tentativi di assalto al cantiere della Tav, operati attraverso vere e proprie armi, devono cessare, senza se e senza ma».