I montiani superstiti “minacciano” il governo Letta. Ma neanche Napolitano li prende sul serio

Tu chiamala, se vuoi, “verifica politica”. Ricordate la formula per segnalare la propria esistenza politica, quella roba vecchia come il cucco che tanto piaceva ai democristiani? È tornata, in grande stile. Perché in effetti ci mancavano solo i superstiti montiani, già in rotta con l’Udc di Casini, a contribuire all’instabilità del governo Letta, alle prese con le fibrillazioni sulla giustizia e con le faide intestine del Pd.

«L’intensità del lavoro parlamentare di questa delicata stagione politica, richiede una più puntuale definizione del programma di governo, sulla base delle indicazioni formulate al momento della sua presentazione alle Camere», è la formula, in stile Prima Repubblica, dei capigruppo di Scelta Civica di Camera e Senato Lorenzo Dellai e Gianluca Susta, che chiedono a Letta “di organizzare una serie d’incontri politici tra le forze parlamentari che sostengono il Governo per precisare nei dettagli il patto di governo che ci lega in questa maggioranza”. Una lettera che fa seguito alle pseudo-minacce lanciate dall’ex premier Mario Monti, che sui giornali aveva chiesto a Letta di cambiare marcia «o Scelta Civica se ne andrà». Ora la verifica si chiama “incontro politico”, ma siamo lì.

Intanto un primo risultato è stato raggiunto.  Napolitano s’è ricordato dei montiani e ha dovuto perfino commentare, stoppando il suo ex pupillo e minimizzando la portata delle accuse. «Faccio molta fatica a prestare al professor Monti un volto minaccioso. Penso che voglia giocare un ruolo di stimolo nei confronti del governo», ha spiegato il capo dello Stato. «Vedremo cosa risponderanno adesso i partner» ha aggiunto il presidente della Repubblica, «l’importante è operare con serenità, prescindendo dalle polemiche politiche che, tra l’altro, si svolgono al di fuori del governo. Lo coinvolgono come oggetto ma non caratterizzano i rapporti fra le forze politiche che lo sostengono».

Sul tardivo risveglio dei montiani, interviene anche il capogruppo del Pdl, Renato Brunetta, che dà a Monti il benvenuto: «Con un paio di mesi di ritardo, ma benvenuto lo stesso. Anzi i club sono due. Quello degli ‘stimolatori’, come vedo lo chiama con benevolenza, data l’augusta presenza di Monti, il presidente Napolitano. E quello dei cultori della Grosse Koalition».