Flavio Zanonato, ovvero Mister Mortimer al ministero dello Sviluppo Economico

Altro che Rigor Montis. Al Ministero dello Sviluppo Economico siede un signore che sembra fatto apposta per spingere gli italiani sulla via della depressione.  Psicologica innanzi tutto.Ma che poi diventa anche economica. Perché se qualcuno (e il discorso vale per le Nazioni allo stesso modo che per i singoli) si attira la sfiga, vedendo sempre nero, alla fine è certo che la sfiga gli piomberà addosso, in un modo o nell’altro. Certo, anche l’ottimismo di maniera può essere esiziale (e l’Italia ne ha avuto triste esperienza non tanto tempo fa), ma, quello che ci vorrebbe  in momenti complessi  come quelli che stiamo vivendo oggi, è di alimentare un po’ di legittima e benefica speranza. La stessa speranza che Mister Mortimer Zanonato recide implacabilmente  al suo primo manifestarsi. Il Secolo d’Italia ha già recentemente notato, con un articolo di Francesco Signoretta, il carattere lugubre delle esternazioni del ministro Mortimer. Ed è accaduto,  in particolare , quando Zanonato ha detto, suscitando le ire di Letta e di tutta la maggioranza, che l’«aumento dell’Iva è inevitabile». Ma, poiché Mister Mortimer persevera nella sua tretaggine,  conviene tornare sull’argomento.

L’ultima di Zanonato riguarda i pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese. Non ha fatto in tempo, il premier Letta, a dire che il governo si sarebbe impegnato a far arrivare in tempi brevi, cioè entro l’autunno,  quanto dovuto dallo Stato alle aziende, che subito è arrivato lui, il ministro Mortimer, a dire che sarà «difficile» e che non sa se la cosa  si potrà fare. Delle due l’una: o il governo ci sta prendendo per i fondelli, oppure,  quando parlano in Consiglio,  i ministri non si capiscono tra loro. Certo è che su certe, delicate materie i responsabili della politica economica dovrebbero parlare con una voce univoca. Invece qui, chi si sveglia prima esterna. Rimane comunque  il fatto che Zanonato sembra avere una particolare predilezione per gli scenari più cupi e rattristanti. Padronissimo. Ma allora, come portavoce, si scelga un bel gufo. Così, al primo segnale, gli amuleti saranno già pronti per l’uso.