Egitto, il nuovo premier è Beblawi. Gli islamisti ancora in piazza al Cairo

9 Lug 2013 19:59 - di Redazione

Modifiche alla costituzione voluta dai Fratelli Musulmani, ora sospesa, da sottoporre a referendum, quindi, entro la fine del 2014, elezioni legislative che diano finalmente all’Egitto un parlamento: il presidente a interim egiziano, Adly Mansour con un decreto ha tracciato la “road map” dei militari per la transizione dopo la traumatica deposizione del presidente islamico Mohamed Morsi. Il presidente egiziano Mansour ha incaricato Hazem Beblawi di formare il nuovo governo mentre Mohammed El Baradei, esponente di spicco del fronte laicista egiziano e rappresentante della campagna anti-Morsi, è stato nominato vicepresidente della Repubblica con delega alle relazioni con l’estero.

Beblawi ha quasi ottant’anni, economista liberale, ha servito come ministro delle finanze e vice premier nel primo governo di transizione dopo la deposizione del presidente Mohammad Hosni Mubarak nel 2011. Il suo compito è ora quello di formare un governo di transizione che sia il più possibile inclusivo di tutte le forze politiche egiziane. Fonti politiche al Cairo affermano che nel nuovo esecutivo rimarranno al loro posto i tre ministri dell’Interno (Muhammad Ibrahim), degli Esteri Muhammad Amr e della difesa il generale Abdel Fattah Sisi, comandante del Supremo consiglio delle Forze armate.  Beblawi è da decenni un uomo d’apparato: sin dalla metà degli anni ’70 ha ricoperto incarichi come consigliere economico in Egitto, in altri Paesi arabi e all’Onu.

Fonti Ue hanno sottolineato che “l’Egitto ce la farà” a superare l’attuale caos “solo con una transizione pacifica, seria e credibile, che includa tutti i partiti politici, inclusi i Fratelli musulmani: un semplice cambio di sedia non funzionerà”. Per le stesse fonti, inoltre, “è inaccettabile qualsiasi road map dei militari e la criminalizzazione dei Fratelli musulmani.” Migliaia di sostenitori della Fratellanza musulmana hanno manifestato in serata al Cairo, in piazza Rabaa al Adawiya, per invocare la liberazione del deposto presidente Mohammed Morsi e il ripristino della sua legittimità costituzionale. Analogamente, altre migliaia di sostenitori del movimento islamico sono scese in strada ad al Miniya, nell’Alto Egitto, con lo slogan: “Rivoluzionari! Liberi! Proseguiamo il cammino!”.

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