Egitto ancora “in fiamme”. Tre morti tra i manifestanti islamici a sostegno di Morsi

Cade nel vuoto, come previsto, l’appello alla riconciliazione nazionale mentre l’esercito egiziano si tiene “pronto” in vista del deteriorarsi della situazione a Suez e a sud del Sinai. Dopo la deposizione del presidente Morsi le piazze in Egitto tornano a infiammarsi e la tensione tra i sostenitori e i contrari al leader alle stelle. Sono almeno tre i morti  negli ennesimi scontri che si sono svolti questa mattina al Cairo (e in altre città) nel corso delle massicce manifestazioni organizzati dagli islamici supporert dell’ex presidente egiziano deposto dal golpe militare che ha portato alll’insediamento di Adli Mansur a presidente ad interim.

Le tre vittime (islamici in piazza a difesa del presidente) sarebbero rimaste uccise quando i soldati hanno aperto il fuoco nei pressi della sede della Guardia Repubblica, l’unità militare incaricata di proteggere la presidenza egiziana e dove i Fratelli musulmani ritengono che si trovi agli arresti il capo di Stato deposto. L’esercito, però, ha negato di aver sparato sulla folla «Abbiamo usato gas lacrimogeni e proiettili a salve», ha dichiarato un portavoce militare.

Al grido di “esercito egiziano vergogna” centinaia di militanti,  in maggioranza islamici radicali, hanno manifestato a Kabul per esprimere il loro sostegno all’ex presidente egiziano Mohamed Morsi. La manifestazione è stata organizzata dalla Società afghana dei giovani musulmani, considerata vicina a movimenti islamici radicali. I dimostranti hanno sfilato dopo la preghiera del venerdì sventolando bandiere egiziane e ritratti di Morsi. La destituzione del presidente egiziano «è un complotto di anti-religiosi e di Israele contro l’Islam», ha dichiarato uno dei manifestanti e ha aggiunto: «Vogliamo mostrare al mondo che non abbiamo paura di difendere l’Islam».

Per tutta la mattina i manifestanti hanno tentato l’assalto respinti dall’esercito a colpi di lacrimogeni. Per ore almeno una decina di caccia militari hanno sorvolato a bassa quota il Cairo, chiaro gesto intimidatorio dell’esercito che mostra i muscoli La situazione appare sempre più drammatica. Migliaia di manifestanti per Morsi si sono poi diretti in marcia  verso il ministero della Difesa egiziano, blindato da decine di tank che bloccano tutte le strade di accesso. Evacuati dalla zona tutti i manifestanti anti Morsi che per giorni hanno effettuato un sit in davanti al ministero. Intanto il premier turco Recep Erdogan è sceso in campo definendo “antidemoratica” la deposizione del presidente egiziano,  sottolineando che i «colpi di stato sono chiaramente in contrasto con la democrazia» e che i paesi occidentali «hanno mancato una prova di sincerità».