Effetto “royal baby”. Nel Regno Unito si attende un anno record di nascite: 700 mila cicogne in arrivo….

La cicogna sta atterrando a Londra e forse i demografi dovranno coniare un nuovo termine tecnico, “effetto royal baby”. Gli studiosi dei flussi demografici prevedono infatti un boom di nascite proprio per quest’anno, quello in cui sta per nascere il pargolo regale dei duchi di Cambridge, William e Kate. Secondo le previsioni del Royal College of Midwives, nel 2013 nasceranno più di 700 mila bambini in Inghilterra, un primato, il numero più alto dal 1971. Migliaia di sudditi di sua maestà sembrano aver quindi seguito – ormai da qualche mese – l’esempio di William e Kate, pensando bene di mettere in cantiere piccoli inglesi per dare una mano alla demografia del Paese. Mentre i britannici inseguono la favola bella della coppia più amata nel Paese, proprio qualche giorno fa i demografi dell’Istituto tedesco Max Planck hanno condotto uno studio sull’incidenza della crisi economica sulle nascite, rivelando che in Europa siamo messi male, passando da 5,6 milioni di bambini nati nel 2008 a 5,4 nel 2011. In Grecia il tasso di fertilità è passato dall’1,5 del 2010 all’1,4 del 2011. Stessa cosa per la Croazia, la Bulgaria, la Repubblica Ceca e la Spagna. E in Paesi in cui le nascite stavano aumentando, si sono all’improvviso interrotte. Proprio com’è accaduto all’Italia. Nel 1995 avevamo il minimo storico di 1,19 figli per donna, per poi salire a 1,42 nel 2008. Quando la crisi economica si è mostrata nella sua durezza, il trend in crescita si è arrestato. Ci stiamo insomma incamminando verso un futuro con meno figli.

Nel Regno Unito evidentemente la Casa Reale fa ancora sognare e il bebè reale in arrivo fa effetto anche tra le mura domestiche, scacciando i fantasmi della crisi, come in ogni fiaba che si rispetti. Ma noi dove protremmo prendere un “royal baby” per dare impulso alle nascite? I nostri rituali istituzionali non sembra proprio possano far da lievito a sogni di glorie demografiche… Contrariamente ai cittadini inglesi, che invece galoppano alla grande con la fantasia e tra chiacchiere, previsioni e scommese (maschio o femmina?), c’è chi sogna addirittura un futuro sportivo dell’erede al trono: il coraggio di Hamilton, la velocità della Adlington, la grinta di Murray. Principi, principesse, principini, re e regine: non sarà che sotto sotto possano essere loro l’antidoto alla crisi e al calo demografico?