Di Renzi non se ne può più. Per fortuna sta rottamandosi da solo

Se Renzi è stufo del suo partito, figuriamoci noi quanto siamo stufi di lui. Sembra uno statista venuto da un altro pianeta, da un paio d’anni non si parla che delle sue gesta, ambizioni, minacce (al Pd) e promesse. A furia di rottamare qualunque cosa gli capitasse a tiro ha finito per rottamare se stesso, rendendosi invasivo, petulante, scocciante, logorroico e noioso. Ad ogni ora del giorno e della notte ce lo troviamo da qualche parte. E quel che dice è sempre, inevitabilmente, di una sconcertante banalità che fa venire il latte alle ginocchia. Non se ne può davvero più.

Vuole davvero, come ha fatto intendere, far naufragare il Pd ed inventarsi un’altra cosa? Lo faccia, e si dia ( e ci dia soprattutto) pace. Ha intenzione di sbarazzarsi di Letta, di Alfano, del governo intero? Ci provi e magari, giacché c’è, provi pure a governare con quel carisma da Fonzie che si ritrova ed un pedigree di tutto rispetto come statista: aver partecipato alla “Ruota della Fortuna”, senza eccessiva fortuna a quanto ci pare di ricordare, ed aver fatto il presidente della provincia di Firenze dove non ha lasciato memorabili tracce, come non ne sta lasciando da sindaco della città.

Si è messo in testa – o glielo hanno messo in testa – che è il miglior fico del bigoncio ed attende la sua ora facendosi venire  attacchi di coliche che per placarli si è convinto di girare un po’ il mondo: Berlino, Parigi, Washington. Forse approderà anche alla corte di Nursultan Nazarbayev ad Astana vista l’influenza del tirannello sul nostro Paese. Hai visto mai che può tornargli utile nello stabilire rapporti con Putin, Lukaschenko ed  altri rispettabili leader tra il Caucaso e l’Oriente che una volta era rosso ed oggi è un po’ sbiadito?

Lo scopo, al di là dei malesseri di stagione, è quello di presentarsi in Italia, oltre che sulla ribalta mondiale, come un vero governante nonostante la zeppola in bocca che po’ lo priva del carisma che vorrebbe avere. Tattica intelligente. Probabilmente gli porterà più fortuna della contrapposizione con Bersani, una guerricciola da cortile di casa che non gli si addice più. Adesso non razzola, vola a mezz’aria, ma è convinto di diventare un’aquila

Comunque ci provi a rompere con il Pd, con Letta, con l’universo mondo se è sicuro del fatto suo e cioè di avere l’accoglienza alla fine della turbolenta campagna di conquista folle oceaniche e plaudenti come un trionfatore sulla miserabile politichetta italica dalla quale lui è naturalmente fuori, anzi estraneo a quelle pratiche che lo avviliscono e lo mortificano.

Vedremo domani i sostenitori di Renzi in Parlamento se riusciranno a buttare giù il governo. Ne dubitiamo fortemente anche se dovessero avere l’appoggio di alcuni ascari di Scelta civica, “responsabili” per antonomasia e rilevanti come una scartina di briscola. L’impresa purtroppo non è impossibile e mettiamo che riesca. Dopo che farà? Chiederà a Napolitano di formare il nuovo governo?

Ecco, di Renzi non sappiamo se ammirare più il ragazzotto che s’è messo in testa un’idea luminosa, ma che tarda ad accendersi o lo scolapasta tanto per credersi e far credere che è Napoleone. Quando tutti lo osannavano a noi non ci convinceva. Adesso che molti suoi ex-estimatori cominciano a prendere le distanze lui si sente più forte perché circondato da “nemici”. Quelli del suo partito a cui, forse per questo, intende dare l’addio senza aver capito dove andrà e soprattutto con chi. Bye bye Fonzie…