Cercasi poltrona prestigiosa: Renzi trasforma Fonzie in un killer (dei vertici “democratici”)

Facile, fin troppo facile mettersi sul trono, aspettare quello che fanno gli altri, sparare a zero su tutti, indossare i vestiti di Fonzie e far credere di incarnare il nuovo. Un po’ alla Happy days. Renzi non sa se trasformare la politica in un telefilm comico o in un film poliziesco, con tanto di serial killer. E il killer, naturalmente, è lui, pronto a spazzar via i vertici “democratici”. Lo fa con poco stile, usando l’arma del gossip: «In privato tutti mi dicono: “Matteo, stai buono, ti facciamo fare il candidato premier. Stai buono, che poi tocca a te”. Insomma: un bambino bizzoso cui si promette la caramella se non piange. Signori, conosco il giochino: i capicorrente romani prediligono lo sport del tiro al piccione. E io sinceramente non ho molta voglia di fare il piccione», ha scritto nella sua e-news, spifferando quello che gli dicono a quattr’occhi, una cosa poco nobile. Ma tutto fa brodo pur di dare di sé un’idea “rivoluzionaria”. Tanto da aggiungere, sempre con poca classe: «Ho l’impressione che non mi conoscano un granché. Io faccio una battaglia se voglio affermare un’idea, non se devo ambire a una poltrona. La poltrona al massimo è strumentale alla realizzazione dell’idea, non è il contrario. Sogno un Partito democratico che cambia per cambiare l’Italia. Per prenderla per mano e portarla nel domani». E ancora: «Faccio un appello ai dirigenti del Pd: non preoccupatevi delle mie mosse, datevi voi una mossa. C’è un Paese, fuori dalle nostre stanze, che aspetta parole di proposta, parole di speranza. Non perdiamo (anche) questa occasione, vi prego». L’autosantificazione si chiude qui. Il paradosso è che Renzi continua a far credere di non volere la poltrona. Una verità sacrosanta: non vuole una poltrona qualsiasi, vuole quella più prestigiosa. Alla faccia dei giubbotti da Fonzie e delle apparizioni ad Amici di Maria De Filippi.