Cassazione-sprint, il Pdl mette in pausa il Parlamento e valuta le contromosse. Rissa alla Camera con i grillini

Nessun Aventino, ma una sospensione dei lavori parlamentari per mezza giornata al fine di consentire al Pdl di riunirsi nel pomeriggio per valutare le conseguenze del blitz della Cassazione sul processo Mediaset, con la fissazione dell’udienza-lampo che sa tanto di agguato finale al Cavaliere. Al termine di una mattinata tesissima, con il governo al centro dello scontro tra il centrodestra e i giudici che lavorano per segarlo, la maggioranza Pd-Pdl ha trovato un’intesa per rinviare a domani i lavori pomeridiani di Camera e Senato su richiesta della parte politica che si sente danneggiata dai tentativi di ingerenza della magistratura. «Non vogliamo nè Aventini nè stop dei lavori. Avanziamo solo una richiesta di sospensione dei lavori parlamentari per oggi e domani per consentire al nostro partito di tenere una assemblea permanente e la direzione nazionale. Penso che sia un atto dovuto da parte del Parlamento in segno di rispetto per il nostro dibattito, le nostre scelte, le nostre discussioni», ha spiegato il capogruppo del Pdl Renato Brunetta.

A Montecitorio la “pausa” sarà solo di mezza giornata nei lavori dell’aula – subito dopo il question time con Enrico Letta che comunque si terrà – per consentire una riunione del gruppo del Pdl. Poi domani mattina si riprenderà con l’esame del decreto Ilva. Lavori sospesi anche al Senato, su decisione della conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, con plateale protesta dei senatori del M5S, che hanno inscenato un “semi-spogliarello” per protesta contro la decisione di sospendere i lavori parlamentari.  Uno show duramente censurato dal capogruppo del Pdl, Renato Schifani, che ha parlato di atteggiamento “che offende la casa di tutti gli italiani”. Alla Camera, la seduta è stata sospesa dopo la votazione sulla sospensione dei lavori di oggi richiesta dal Pd. È scoppiata la bagarre quando i deputati M5S hanno urlato a quelli del Pd “Bravi, bravi, buffoni, buffoni”. Mentre c’erano i coretti ed i deputati grillini andavano ai piedi dei settori dove siede il Pd, c’èstato un alterco tra Piero Martino del Pd ed un deputato del M5S. Martino gli ha lanciato addosso dei fogli ed èscattata la baruffa, con i commessi che hanno faticato non poco a separare i deputati Pd da quelli di M5S. Alla presidente Laura Boldrini non è rimasto altro che sospendere la seduta. Poi tutti fuori, con il solito stile grillino. «Usciamo da questo posto fetido», s’è lasciata uscire Roberta Lombardi, ex capogruppo del Movimento 5 Stelle.

Nel primo pomeriggio il Pdl si riunirà al Senato, per motivi che Maurizio Gasparri considera prioritari: «Abbiamo necessità di discutere della situazione politica, dell’ulteriore aggressione che ha subito Berlusconi. Valuteremo quali modalità usare per far capire al Paese che c’è un attacco a Berlusconi e al nostro movimento politico, alla democrazia stessa e anche al governo. Creare questa tensione può essere anche un disegno per mettere in difficoltà il governo in una fase eccezionale e difficile del Paese».