Caroline, la figlia di JFK, in pole position per la prestigiosa ambasciata di Tokyo

Oggi Caroline, unica figlia rimasta in vita di John Kennedy e Jacqueline Bouvier Kennedy, ha 56 anni e si appresta a diventare la prima ambasciatrice Usa in Giappone. Da Tokyo confermano che la nomina é molto vicina. Oggi in realtà, non importa se Caroline è un celebre avvocato, laureata all’università di Harvard, o se è editore e scrittore; se è presidente dellaFondazione Kennedy Library, direttore della Commissione sui Dibattiti presidenziali, difensore legale dell’Associazione nazionale per l’avanzamento delle persone di colore e del Fondo monetario educativo. Nella memoria collettiva degli americani Caroline rimarrà sempre la bambina che un fotografo immortalò in una celebre immagine con la testa bionda appoggiata sulla spalla del padre durante una gita in barca. O la bambina vestita di bianco che insieme con lo zio Bob e la madre Jacqueline seguiva i funerali del papà. E che nel 1967 ruppe la bottiglia di champagne sulla prua della portaerei Uss John Kennedy per inaugurarla insieme col fratellino John. Ma Caroline è cresciuta, ha sposato Edwin Schlossberg, noto designer, è diventata tre volte mamma e vice a New York con la sua famiglia.

Ancora una volta Barack Obama sceglie per un posto di primo piano non un diplomatico di carriera, ma una persona tra quelle che lo hanno sempre appoggiato nella sua avventura presidenziale. Come i neo ambasciatori a Roma e Londra John Phillips e Matthew Barzun, grandi sostenitori e finanziatori dell’ultima campagna del presidente. E Obama non scorda quando, nel corso delle primarie del 2008, proprio Caroline Kennedy, insieme allo zio Ted, scaricò di fatto Hillary Clinton per schierarsi con lui. L’appoggio della famiglia più famosa e influente d’America alla causa di “Obamaland” si dimostrò poi determinante per la vittoria finale. Poi sul New York Times Caroline scrisse un editoriale dal titolo “Un presidente come mio padre”, paragonando il primo presidente afroamericano della storia Usa al mito di JFK. Che Caroline fosse in pole position per il prestigioso posto di ambasciatore in Giappone lo si sapeva da tempo, da quando in aprile il Washington Post titolò: “Una Camelot nell’Estremo Oriente”. Ed è da molto tempo che i Camelot, come viene chiamato il clan Kennedy, non occupano una posizione pubblica così in vista. Un incarico in passato ricoperto da personalità del calibro di Walter Mondale, ex vicepresidente di Jimmy Carter, Tom Foley, ex speaker della Camera, e Howard Baker, ex leader della maggioranza repubblicana al Senato durante la presidenza di Ronald Reagan. La designazione dell’ambasciatore Usa a Tokyo è sempre seguita con grande attenzione. Molti sono i dossier aperti tra Tokyo e Washington: dai negoziati sulla Trans-Pacific Partnership, l’accordo di libero scambio, alla questione della Corea del Nord e del riallineamento delle forze Usa di stanza nell’arcipelago nipponico in chiave anti-Cina. Ora Caroline dovrà dimostrare di essere all’altezza delle doti diplomatiche del padre.