Buon compleanno alla T-shirt: la maglietta che dopo un secolo non ha perso la sua voce ribelle

Come in ogni estate che si rispetti l’abbigliamento e gli accessori finiscono sotto i riflettori. Innanzitutto ci sono quelli cult, e quest’estate in cima alla classifica ci sono gli hot pants, gli short inguinali, molto trendy nei colori sabbia e effetto camouflage. Sono volgari, sono sexy? Il dibattito infuria al pari di quello sulla birretta e il calippo delle ragazze di Ostia nell’estate del 2010. Poi ci sono le ciabatte sdoganate da Zuckerberg, grazie al quale orde di maschi metropolitani si vestono in città come se stessero in spiaggia, ignorando ogni regola di bon ton. E infine ci sono i capi evergreen come le T-shirt, le mitiche magliette di cotone, meglio se con scritta personalizzata, che proprio quest’estate compiono cento anni ma sono sempre un capo imprescindibile, come il tubino nero per le donne e le camicie bianche per gli uomini.

A lanciarle è stata un secolo fa la marina militare degli Stati Uniti, che cercava un capo in cotone semplice e facilmente lavabile. In origine erano bianche, poi divennero colorate. Negli anni Ottanta esplose la moda di coniugarle con la creatività e fu così che milioni di persone scelsero di portare addosso slogan, volti, marchi, disegni, fumetti, stampe che in qualche modo comunicavano la personalità di chi li sceglieva. La T-shirt diviene così, dopo i jeans, l’indumento alla portata di tutti ma che tutti possono interpretare secondo la propria sensibilità. Per questo anche le grandi maison si sono cimentate nel far diventare la T-shirt un capo esclusivo, oscillante tra l’abbigliamento sportivo e quello elegante. Le T-shirt se provocatorie fanno notizia: si pensi a quella indossata da Nicole Minetti o alle magliette con la scritta “Siamo tutti puttane” o ancora alla T-shirt con la scritta “I love Berlusconi” che un’insegnante ha fatto togliere all’alunno o anche, sull’altro fronte, alle magliette antiproibizioniste con il disegno della foglia di cannabis o a quelle dei ragazzi di occupy-Pd con la scritta “Siamo più di 101”. La T-shirt si è data di recente anche un tono letterario: non solo icone del rock sulle magliette ma anche frasi celebri e citazioni dai grandi autori della letteratura mondiale. Forma sempre uguale da cento anni, messaggi sempre diversi (spesso anche al servizio di battaglie politiche): un mix che rende la T-shirt viva e versatile anche dopo un secolo di storia.