Basta con le brutte sorprese e le docce fredde: il governo agisca per il bene di tutti

Brutte notizie dal fronte fiscale, ma purtroppo non è una novità. Se, come è scritto nero su bianco nelle rilevazioni dell’Istat, la pressione delle tasse nel primo trimestre del 2013 è salita al 39,2 per cento, mentre il Paese non cresce, anzi è all’ottavo trimestre consecutivo di recessione, la cura sarebbe immediata da comprendere: abbassare le tasse, contenere le spese improduttive della Pubblica amministrazione, ovviamente non attraverso miopi e brutali tagli lineari, procedere a passo spedito con investimenti per il completamento o l’avvio di nuove infrastrutture materiali e immateriali. Altra strada non c’è, tanto più che Bruxelles ha permesso all’Italia, come a tutti i Paesi che hanno fatto bene i “compiti a casa”, una maggiore flessibilità nei conti pubblici.

Ma è arrivata un’altra doccia fredda: da qui a 18 mesi, troppo tempo, il Presidente del Consiglio intende dare risposte sullo slittamento di Imu e Iva al fine di trovare le opportune coperture finanziarie. Se la realtà è fatta di famiglie, quindi di lavoratori e pensionati, che fanno sempre più fatica a onorare i loro impegni, riducendo persino le spese dei generi alimentari, se le imprese fanno fatica a restare aperte, a non mandare a casa i loro dipendenti e a vendere i loro prodotti, se interi e strategici settori industriali si trovano in bilico, pensiamo ad esempio all’acciaio, non occorre un eccessivo sforzo di immaginazione per capire cosa potrebbe accadere in Italia tra 18 mesi con un aumento dell’Iva e con un ritorno, magari con gli “interessi”, dell’Imu.

Il Paese non gira più, è fermo. I lavoratori non riescono a lavorare e gli aspiranti tali non trovano una collocazione, neanche lontanamente prossima alle loro aspirazioni, perché non c’è più mercato. Certo che non è facile, certo che bisogna fare sacrifici, certo che bisognerà prendere decisioni impopolari, ma qualcuno per il bene di tutti deve pur farlo e se tutti decidessero di fare la propria parte, visto che molti, i più deboli, sono già stati stritolati fino all’osso, molto probabilmente il peso da sopportare potrebbe rivelarsi persino meno oneroso di quello che adesso si potrebbe immaginare.

*Segretario Generale Ugl