Aveva messo Franco nel frigo: artista spagnolo assolto nel nome della “libertà d’espressione”

La statua di un leader politico morto in un congelatore? Si può esporre come un’opera d’arte. Lo ha deciso il tribunale di Madrid, che ha assolto lo scultore spagnolo Eugenio Merino, che sull’opera Siempre Franco si è costruito una discreta (e discutibile) fama. Nell’edizione dello scorso anno di Arco, il festival internazionale di arte contemporanea di Madrid, Merino aveva esposto una scultura iperrealista in resina, silicone e capelli veri, che ritraeva Franco a grandezza naturale, in alta uniforme e con gli immancabili occhiali da sole. All’interno di un frigorifero per bibite. La figlia di Franco, Maria del Carmen aveva avviato una causa contro l’artista, chiedendogli un risarcimento di 18mila euro per aver offeso la memoria del padre. Un’azione giudiziaria sostenuta dalla Fondazione Franco e appoggiata anche dall’ex sindaco di Madrid José María Álvarez del Manzano, attuale presidente di Ifema, dove si svolge la fiera.

Due anni fa il 36enne artista madrileno aveva scatenato le proteste dell’ambasciata israeliana, offesa dalla scultura Stairway to Heaven (”Scala verso il cielo”) che raffigurava un prete cattolico, un rabbino e un imam musulmano, uno sull’altro. Tutto questo non era riuscito a scatenare le polemiche di Franco nel congelatore della Coca Cola. E, con le polemiche, tutte le sue opere quotate a prezzi mai raggiunti prima. Per Marino si sono mobilitati molti artisti, riuniti nel quartiere di Vallecas in una “Giornata contro Franco” per raccogliere i fondi che sarebbero serviti a Merino nel caso in cui il giudice lo avesse ritenuto colpevole. Non ce n’è stato bisogno. Il tribunale gli ha dato ragione. La Fondazione Franco ha però già annunciato ricorso.