«Arriva la ripresa». Ma sulle previsioni rosee di Saccomanni cala il pessimismo degli industriali

La ripresa c’è, ci sarà o è solo un pallido auspicio del ministro? Di sicuro le parole del responsabile dell’Economia Fabrizio Saccomanni aprono il cuore alla speranza che il peggio sia passato. «Il primo trimestre era molto brutto, il secondo direi che è un trimestre di passaggio, di stabilizzazione, quindi, da economista penso che possa essere prodromico ad un consolidamento della ripresa, anche alla luce delle misure che sono state prese», è la frase del ministro pronunciata non in un luogo qualsiasi, ma al cospetto degli industriali. I quali, però, sono di tutt’altro avviso. «Io Saccomanni lo stimo moltissimo, ma in effetti la luce non la vedo ancora», è la doccia gelata che arriva dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi: «Maggio è meglio di aprile, giugno di maggio, ma la produzione industriale a giugno è in calo dell’1,7% su base annua, ci stiamo stabilizzando sul fondo e verso fine anno credo che ricominceremo la risalita».

Al partito dei pessimisti si iscrive anche il solito ministro Zanonato, che sembra propendere per la tesi del “tunnel” enunciata dagli industriali. «Siamo arrivati ad un punto di non ritorno, abbiamo bisogno di tornare a crescere in tempi rapidi, è una corsa contro il tempo per dare speranza alla nostra economia», spiega il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, parlando all’assemblea dell’Ania. E si torna al punto di partenza: la ripresina è solo un venticello illusorio d’estate o le vele si stanno spiegando?