Arriva la fiducia sul decreto “del fare” ma l’ostruzionismo prosegue e rischia di ingolfare l’agenda

La fiducia è arrivata ma l’ostruzionismo continua. Il via libera al decreto “del Fare” ha fatto registrare 427 sì e 167 no, ma i gruppi di opposizione hanno alzato le barricate subito dopo il voto grazie alla presentazione di 251 ordini del giorno da parte di M5s, Sel e Lega, mentre solo pochi di essi sono stati depositati da singoli deputati della maggioranza. Il timore di maggioranza e governo è che la discussione e il voto, che sono iniziate dopo la fiducia, richiedano parecchie ore, il che lascia presagire una seduta fiume della Camera. Solo dopo gli ordini del giorno l’aula potrà passare alle dichiarazioni di voto finali: ogni deputato, a termini di regolamento, ha a disposizione mezz’ora per parlare in quella fase. In mattinata, i deputati grillini Nuti, Di Maio, Fraccaro e Vacca hanno indetto una conferenza stampa alla Camera per illustrare «la strategia parlamentare del Movimento 5 Stelle» e denunciare «la sottrazione del Governo agli atti ispettivi, fornendo i numeri di queste mancanze». «Chissà se i militanti e gli elettori del Movimento di Grillo sanno che i loro deputati stanno bloccando il decreto del fare con un ostruzionismo fine a se stesso, messo in campo perché il governo, dopo un ampio confronto in commissione che ha portato ad accogliere anche proposte del M5S, non ha accettato la pretesa di avere approvati ad ogni costo altri loro emendamenti – attacca la vice presidente democratica della Camera, Marina Sereni -. Chissà se sanno che questo atteggiamento sta mettendo a rischio la possibilità che la Camera decida sulla legge contro l’omofobia e sulla riforma che supera il finanziamento pubblico dei partiti».