Apple condannata per avere alzato artificiosamente il prezzo degli e-book. In arrivo una maxi-multa

Si chiama Denise Cote e da oggi è la donna più odiata dalle parti di Cupertino. La giudice della corte federale del distretto di New York ha condannato la Apple per avere «cospirato con altri editori di libri» per fare un cartello sui prezzi degli e-book contro il colosso rivale Amazon, leader nel settore dell’editoria digitale. «Attraverso la loro cospirazione – ha sentenziato il magistrato dello stato di New York – hanno provocato l’aumento dei prezzi al dettaglio degli e-book, violando le norme Antitrust». Successivamente, ci sarà un processo per decidere l’ammontare dei danni derivanti dal presunto cartello sui prezzi. La decisione del giudice distrettuale di Manhattan apre la strada a un’azione di altri 33 stati che, secondo il giudice hanno i titoli per un decreto ingiuntivo. L’azienda fondata da Steve Jobs è stata accusata di aver complottato con cinque case editrici (Hachette Book Group di Lagardere, HarperCollins Publishers di Macmillan, News Corp, Penguin Group di Pearson (USA) e Simon & Schuster di di CBS) per far lievitare i prezzi degli e-book a partire dalla fine del 2009 alla vigilia del lancio del suo tablet iPad. Secondo il dipartimento della Giustizia Usa il piano è stato ideato per erodere la supremazia di Amazon.com nel mercato degli e-book. Il piano di Apple era volto a forzare il rivale Amazon ad alzare il prezzo dei suoi ebook, offerti a 9,99 dollari, contro i 12,99 e i 14,99 previsti da Cupertino. Il piano si è tradotto – secondo il giudice – in prezzi più alti per i consumatori e in profitti illecitamente guadagnati da Apple, visto che l’azienda di Jeff Bezos è stata costretta a cedere e ad aumentare i prezzi. Soltanto Apple è andata a processo mentre gli altri editori avevano già raggiunto un accordo stragiudiziale con il governo federale sul prezzo degli e-book. Da parte sua, l’azienda di Cupertino, ha annunciato ricorso.