Voli di Stato solo se «indispensabili». E sul sito di Palazzo Chigi scatta l’operazione trasparenza

Operazione trasparenza di Palazzo Chigi, che ieri ha ratificato la stretta ai voli di Stato. Il governo, con un tweet, ha postato il link ad una pagina del sito della Presidenza del Consiglio dove sono elencati tutti i voli di Stato effettuati dal 31esimo Stormo dell’Aeronautica militare, «esclusi quelli relativi al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio dei Ministri, ai presidenti di Camera e Senato e al presidente della Corte Costituzionale». Tali voli, ricorda la breve nota esplicativa, «devono essere specificamente autorizzati, soprattutto con riferimento agli impegni internazionali, e resi pubblici sul queste pagine, salvi i casi di segreto per ragioni di Stato”. Non si tratta di una novità, spiegano dal governo: in base a quanto disposto nell’estate 2011 dal governo Berlusconi, l’elenco era già on line, ma difficilmente individuabile per chi non ha particolare dimestichezza con il web. Palazzo Chigi ha così deciso di pubblicare direttamente il link.

Ieri, su sollecitazione del premier Enrico Letta, Palazzo Chigi ha diramato una circolare che prevede l’uso di velivoli solo quando «indispensabili» o per circostanze «eccezionali» quali «inderogabilità, sicurezza, urgenza, motivazioni istituzionali, mancanza di mezzi di trasporto alternativi». L’utilizzo del trasporto aereo di Stato è possibile, si legge nella circolare «solo se sussistano comprovate, imprevedibili ed urgenti esigenze di trasferimento connesse all’efficace esercizio delle funzioni istituzionali e l’impossibilità di provvedere ai trasferimenti con voli di linea e se vi è l’accertata indisponibilità di altre modalità di trasporto compatibili con lo svolgimento di dette funzioni». Le polemiche sull’abuso dei voli di Stato aveva coinvolto, in tempi passati, alcuni ministri. Fece scalpore, nel 2007, all’epoca del governo Prodi, l’uso di un volo di Stato da parte dell’allora ministro della Giustizia Clemente Mastella per andare ad assistere al Gran Premio di Formula Uno di Monza con il figlio. Secondo il portavoce del ministro, invece, si era trattato di «una visita ufficiale» «a una manifestazione nazionale che ha grande importanza internazionale e alla quale il ministro ha preso parte per poi rimanere in Lombardia anche a causa di altri impegni politico-istituzionali». Con la nuova circolare, quel “volo di Stato” (costato 20mila euro secondo i calcoli del settimanale L’Espresso, ma che formalmente era legittimo) oggi non sarebbe più possibile.