Via libera ai palinsesti Rai nel segno della Tarantola: “Fiera di avere cancellato Miss Italia”

Dopo diversi rinvii, arriva il via libera del consiglio di amministrazione Rai ai palinsesti autunnali, che saranno presentati lunedì prossimo a Milano e martedì a Roma. L’approvazione, con sei voti favorevoli e due contrari, è però condizionata: i consiglieri hanno stilato in dodici punti i principi a cui il direttore generale Luigi Gubitosi dovrà attenersi per modificare la programmazione. Cultura, Costituzione, integrazione, alfabetizzazione economica sono alcuni dei temi che dovranno trovare spazio in nuovi format. Almeno così dovrebbe essere. Secondo i consiglieri Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo, che hanno votato contro bissando il loro no al bilancio di qualche mese fa, si tratta solo di «auspici». Per l’azienda, invece, «i palinsesti approvati risultano più forti, innovativi e sempre più orientati verso lo spirito del servizio pubblico. Tra l’altro si evidenzia un nuovo ruolo della donna, maggiore presenza di Europa temi di integrazione e social, arte e cultura». Il ruolo della donna è uno dei cavalli di battaglia dell’attuale vertice. In particolare del presidente Anna Maria Tarantola che ha ottenuto la cancellazione di Miss Italia. Il concorso di bellezza è rimasto fuori dai palinsesti, ma dal cda é venuta un’indicazione sul tema. Si chiede, infatti di «sviluppare format adeguati a promuovere la bellezza e il talento femminile nel solco della storia del costume italiano». Il richiamo è frutto del pressing del Pdl, in particolare del consigliere Guglielmo Rositani, per ottenere una marcia indietro di Viale Mazzini sullo stop alla sfida per l’incoronazione della reginetta d’Italia.

Sul fronte politico, il premier Enrico Letta ribadisce che la privatizzazione della Rai «non fa parte del programma di governo». E, dopo il presidente della Commissione di Vigilanza Roberto Fico, è lo stesso Grillo a sostenere che «la Rai è un patrimonio da salvaguardare», anche se «c’è da metterci le mani dentro». Per farlo Fico ha dato il suo sostegno all’iniziativa di Move On Italia per aprire un tavolo di lavoro Parlamento-società civile con il compito di mettere mano alla riforma della Rai. La nomina del cda «potrebbe essere divisa in quote diverse tra i cittadini che pagano il canone, i dipendenti dell’azienda e il Parlamento», spiega Fico che, tra l’altro, chiede di estendere il tetto ai compensi previsto per gli amministratori pubblici anche ai contratti dello spettacolo. Il nuovo piano industriale della Rai sarà tra i primi punti in discussione nell’audizione del presidente Annamaria Tarantola e del direttore generale Luigi Gubitosi, prevista martedì 25 in commissione di Vigilanza.