Una settimana da vivere pericolosamente. Dalla fine del segreto bancario ai processi del Cav. Letta traballa, gli italiani tremano

Una settimana al alto rischio. Pericolosissima per il governo. Tesa per gli italiani. Una settimana da vivere ansiosamente.

Oggi viene messo fine al segreto bancario. Saremo tutti spiati. I nostri conti correnti verranno spulciati come e quando e vuole l’Agenzia delle Entrate. Crolla uno dei cardini dello Stato liberale, sancito peraltro nella legge bancaria del 1936 varata da un regime che mai s’intromise nei privatissimi risparmi degli italiani. Su questa disposizione nessuna forza politica ha avuto niente da dire, men che meno quella che prometteva di fare la “rivoluzione liberale”.

Siamo guardati e spiati a vista. Intercettati e controllati nei movimenti. Analizzati, scannerizzati, sezionati perfino in quegli ambiti più riposti che nessuno si era sognato mai di violare: i conti correnti, appunto. Sospetti tutti, insomma, di essere delinquenti, ma lo Stato no, lo Stato è integro e puro quando si prende il 53% di tasse. Va tutto bene in Italia, al punto da tremare quando si emette un assegno. Siamo potenziali evasori da combattere con tutti i mezzi, ma gli sprechi pubblici restano integri. Ci siamo svegliati con questo pensiero, domandandoci se la dichiarazione dei redditi appena compilata non contenesse qualche errore da indurre il Fisco occhiuto ad un supplemento di lavoro. E la settimana è già cominciata nel così peggiore dei modi. Anche il tempo è pessimo e sembra che l’estate se ne sia già andata via.

Poi arriverà la sentenza Ruby e tutto lascia presagire che sarà un’altra mazzata per il Cavaliere, ma avrà inubitabili ripercussioni sugli umori del Pdl e dunque della maggioranza che sostiene il governo. Letta dovrà fronteggiare la perentorie richieste sull’Imu e l’Iva del suo vice-premier Angelino Alfano, tranquillizzare Franceschini e la fronda sempre più consistente che si sta manifestando nel Pd, ma anche l’ingarbugliatissima vicenda della sua ministra Josefa Idem: tenerla o “dimetterla” (posto che costituzionalmente non può farlo, almeno può provare a persuaderla ad abbandonare l’incarico e tornare ad occuparsi di canottaggio?).

Domani il vertice sull’economia sarà cruciale. Se il Pdl non si convincerà delle buone intenzioni di Letta e Saccomanni aprirà un fronte che non verrà arginato se non con le riforme richieste  che, al momento, risultano problematiche da attuare. Poi ci sarà il Consiglio dei ministri su Iva e mercato del lavoro: scintille non ne mancheranno; anzi ci si attendono i botti a Palazzo Chigi. E tra un impegno istituzionale e l’altro, tra cui il non trascurabile Consiglio europeo di venerdì dove Letta dovrà far valere le ragioni italiane che se non dovessero essere “comprese” potrebbe crollare tutto, ancora Berlusconi alla ribalta giudiziaria: giovedì si gioca una partita in due tempi, la sentenza della Cassazione sul lodo Mondadori ed il processo napoletano per la presunta compravendita dei parlamentari, il cosiddetto “caso De Gregorio”, insomma.

Un’ordinaria settimana italiana. Al netto dei problemi che si aggravano, della sfiducia che cresce, delle terrificanti ipotesi di default della nostra economia che hanno ripreso a circolare e perfino di nuove incombenti scosse di terremoto. Allacciamo le cinture. E buon volo nel panico.