Timori di scontri per Brasile-Italia. La presidente cerca di frenare la violenza con tre proposte

La presidente Dilma Rousseff ha cercato di gettare acqua sul fuoco e di smorzare ogni polemica con la Fifa, che avrebbe ipotizzato di far disputare la finale all’estero se le violenze dovessero continuare. «Ascolto tutte le persone che sono scese in strada per manifestare pacificamente, ma il mio governo non può tollerare la violenza, che sta dando una cattiva immagine del Brasile», ha detto nel suo discorso a reti unificate alla nazione, dopo due settimane di manifestazioni di protesta, che hanno provocato due morti e incidenti con saccheggi e assalti a sedi istituzionali.

«I violenti sono una piccola minoranza, la voce della protesta della strada è pacifica. Sono la presidente di tutti i brasiliani e ho l’obbligo di dialogare con tutti, ma nell’ambito della legge e dell’ordine. Non si può prescindere dai partiti politici in una democrazia – ha proseguito – la mia generazione ha dovuto lottare per conquistare la democrazia: alcuni sono stati arrestati e torturati, altri sono morti. Le proteste sono il segno della vitalità della nostra democrazia». La tensione resta comunque alta, soprattutto in vista della partita con l’Italia, che si disputerà stasera a Salvador de Bahia.

Lo stesso Prandelli ha ammesso di essere preoccupato riferendo di aver avuto disposizioni di non far uscire la squadra dall’albergo (solo Balotelli è autorizzato, scortato dai ragazzi di una favela dove sei anni fa trascorse il Natale). «Organizzeremo un grande Mondiale il prossimo anno: dobbiamo trattare con riguardo i nostri ospiti, come sempre siamo stati trattati bene noi in tutte le edizioni del Mondiale di calcio – ha continuato la presidente Dilma Rousseff – Siamo l’unica squadra ad aver disputato tutte le edizioni dei Mondiali di calcio e ad averle vinte cinque volte. E vi assicuro che il denaro per la costruzione degli stadi non ha sottratto risorse all’istruzione o alla sanità. Dobbiamo fare di più contro la corruzione e il modo migliore per farlo è la trasparenza. Voglio ossigenare il nostro sistema politico e renderlo più vicino alla società». Ed ecco quindi le proposte per disinnescare la protesta dilagante: «Presto vareremo un grande piano in tre punti per migliorare i servizi pubblici: destineremo il 6% delle entrate pertrolifere all’istruzione, faremo arrivare medici dall’estero per coprire le carenze della sanità e faremo un piano nazionale per la mobilità».