Tarzan scivola sulla buccia di banana dei precedenti penali: niente seggio in Campidoglio

Andrea Alzetta, detto Tarzan, il consigliere comunale di Roma candidato nelle liste di Sel, rischia di non rientrare in Aula Giulio Cesare, perché su di lui pende una condanna penale. A confermarlo al telefono è lo stesso Alzetta, vicino ai centri sociali e ai movimenti per la casa, che sta cercando in queste ore di recuperare la situazione, ma è pronto, in caso di insuccesso, a presentare ricorso. «Berlusconi e Dell’Utri sono eleggibili e io no: è assurdo» commenta al telefono. Secondo il capo dei centri sociali romani, che ha preso circa 1700 preferenze, l’esclusione è inspiegabile: «Io sono un candidato uscente – spiega – se non potevo essere eletto avrei dovuto saperlo prima. Mi stanno facendo fuori, ancora non sono stato proclamato, me l’ha comunicato il segretario di Sinistra e libertà». La vicenda di Alzetta, ricorda lui stesso, risale al 1990, quando fu condannato per violenze aggravate a seguito di scontri durante una manifestazione contro Israele: «Fui condannato in via definitiva nel 1996 a due anni con pena sospesa» racconta. Ma secondo Alzetta quella che in questo momento gli uffici stanno seguendo è «una interpretazione forzata della legge», perché il testo parla di condanne superiori ai due anni. E lo stesso sarebbe se «facessero riferimento al decreto legge 235/2012, articoli 10 e 12». Domani, ha annunciato, spiegherà le sue ragioni in una conferenza stampa.

Alzetta vanta il poco invidiabile primato di consigliere capitolino più indisciplinato della precedente consiliatura: dieci giornate di sospensione e tre richiami scritti. Tra le vittime delle sue aggressioni diventi esponenti della maggioranza, tra il quale Fabrizio Santori. Alzetta, in quanto portavoce di Action, è soprattutto un teorico ed esecutore delle occupazioni abusive nella Capitale. Alle primarie della sinistra aveva sostenuto il candidato della sinistra estrema, Sandro Medici, per poi optare più opportunisticamente sul sostegno a Marino. Un salto in corsa da un candidato all’altro, questo sì, da autentico Tarzan.